Il presidente di Enac bacchetta Malpensa: “Aeroporto Silvio Berlusconi, la decisione va rispettata”

Mar 28, 2026 - 03:30
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Il presidente di Enac bacchetta Malpensa: “Aeroporto Silvio Berlusconi, la decisione va rispettata”
Di Palma Enac

La decisione di Enac, sollecitata dal ministro Salvini, è stata presa un anno e mezzo fa: il nome ufficiale di Malpensa è “Aeroporto Silvio Berlusconi”. Ma è inutile cercare in facciata o altrove la dedicazione: non compare da nessuna parte, se non nei documenti di Enac.

E allora a Malpensa, da Roma, arriva il presidente di Enac Pierluigi Umberto Di Palma, a bacchettare Milano per non aver ottemperato, pur in attesa della pronuncia del Tar sull’intitolazione. «Le decisioni dell’autorità vanno rispettate» ha detto Di Palma. Che – nella giornata di festa per i vent’anni di Easyjet in brughiera – nel suo intervento ha appunto insistito sul nome di Silvio Berlusconi. Polemica esplicita, accolta con qualche diplomatico sorriso e una certa freddezza, in una giornata che doveva essere solo di celebrazione

Difficile non pensare a una polemica che, oltre che istituzionale, è anche politica, con il boiardo di Stato – nominato da Giorgia Meloni – che viene a bacchettare indirettamente il centrosinistra alla guida del Comune di Milano, l’ente che è azionista di riferimento di Sea, la società di gestione. Di Palma ha riservato anche una stoccata diretta al sindaco di Milano Beppe Sala, in particolare sulla riapertura del Terminal 2, base operativa di easyJet dopo la fase più critica della pandemia. «Il sindaco non voleva investire i 20 milioni di euro necessari per il ripristino del T2, che era stato completamente abbandonato», ha affermato Di Palma, attribuendo la riattivazione del terminal «alla pressione esercitata da Enac».

In prima fila c’era anche Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, il cui consiglio ha proposto l’intitolazione al “padre” del centrodestra. Nel corso della cerimonia sono stati fatti molti riferimenti all’audacia della Lombardia in campo aeroportuale – anche contro le decisione prese a Roma, come il disastroso dehubbing di vent’anni fa – e comunque è suonato strano quel richiamo così netto all’obbedienza a Roma.

 

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Redazione Redazione Eventi e News