Ex lead di COD si esprime sull’ennesima chiusura di uno studio Sony

All’inizio di questa settimana è emersa la notizia che Sony ha chiuso un altro studio, questa volta Dark Outlaw Games, fondato appena lo scorso anno dall’ex responsabile della modalità Zombies di Call of Duty, Jason Blundell che si è espresso in toni decisamente polemici nei confronti della casa madre durante una live su Twitch, dichiarando:
" Siamo delusi? Sì. Voglio dire, stiamo ridendo e scherzando [in diretta] ma tu sei depresso, sei triste, e piangerai ciò che sarebbe potuto essere, perché stavamo facendo un gioco incredibile."
Sottolineando che situazioni come questa sono più che prevedibili nell'industria del gaming, sottolineando che la qualità del gioco in sé non era in discussione, ma che purtroppo sono cambiate le priorità di Sony, aggiungendo:
"Ma cavolo, è deludente. Sono deluso. Lo sei, io lo sono, lo eravamo tutti, ma è così, sai? Ma tu non... sai, arriva un momento in cui fai un piccolo pianto e poi ti rimbocchi le maniche, ti rialzi e ricominci."
Jason Blundell ha inoltre confermato che il gioco in sviluppo presso Dark Outlaw Games non era un titolo live service, ma di non poter entrare nei dettagli a causa degli accordi di riservatezza firmati con Sony; Ha poi aggiunto come sia piuttosto comune che molti progetti vengano cancellati nelle fasi iniziali di sviluppo, in base ai piani strategici e alle esigenze della casa madre che li commissiona.
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Jaon Blundell, capo di Dark Outlaw Games, studio recentemente chiuso da Sony.[/caption]
Sony, cosa sta succedendo dentro la casa nipponica
Nell’ultimo anno Sony ha affrontato una profonda ristrutturazione interna, dovuta a un ridimensionamento dei propri piani commerciali, soprattutto dopo il flop di Concord dello scorso anno. L’azienda aveva inizialmente individuato nei giochi live service il futuro del proprio business, arrivando a fissare l’ambizioso obiettivo di pubblicare addirittura 12 titoli all’anno. Tuttavia, dopo il fallimento del già citato Concord, Sony ha dovuto rivedere significativamente i propri piani, anche alla luce della tiepida accoglienza da parte dei giocatori nei confronti del modello live service e dei costi sempre più elevati dello sviluppo dei titoli tripla A. Oggi, infatti, la produzione di un gioco AAA può raggiungere cifre comprese tra i 200 e i 300 milioni di dollari, costi sempre più difficili da sostenere anche per colossi del settore. [caption id="attachment_1120560" align="alignnone" width="1200"]
Concord il discusso titolo live service che è stato chiuso da Sony una settimana dopo il lancio del gioco.[/caption]
Questo scenario ha portato Sony a ridimensionare la propria strategia: l’obiettivo non è più quello di 12 titoli live service all’anno, ma di circa 6, anche a causa delle criticità sia qualitative che di mercato. Il pubblico, infatti, appare sempre più restio verso un modello percepito come economicamente impegnativo nel lungo periodo.
Di conseguenza, l’azienda sta puntando a massimizzare il valore delle proprie IP, riducendo gli investimenti meno sicuri e procedendo con tagli e chiusure dei team che non garantiscono un ritorno economico nel breve termine.
Queste scelte, insieme alla situazione finanziaria, hanno portato la nuova leadership di Sony, guidata da Hermen Hulst e Hideaki Nishino, a puntare su titoli più in linea con il tradizionale “pedigree” della casa nipponica, concentrando su di essi la maggior parte delle risorse. Almeno, questo è quanto dichiarato ufficialmente.
Sicuramente non è solo Xbox a trovarsi in difficoltà, seppur per motivazioni diverse: anche Sony sta affrontando una fase complessa. Resta da vedere come evolverà la situazione nei prossimi anni e in che modo cambieranno il mercato e, di conseguenza, le strategie delle principali aziende del settore.L'articolo Ex lead di COD si esprime sull’ennesima chiusura di uno studio Sony proviene da GameSource.
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