Bartolozzi, chiesto il rinvio a giudizio sul caso Almasri per l’ex “zarina” di Nordio: la destra la blinda alla Camera

Aprile 2, 2026 - 14:00
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Bartolozzi, chiesto il rinvio a giudizio sul caso Almasri per l’ex “zarina” di Nordio: la destra la blinda alla Camera

Scaricata ma non abbandonata. Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio a via Arenula, costretta alle dimissioni dopo la sconfitta del governo nel referendum confermativo della riforma dell’ordinamento giudiziario, può ancora contare sulla copertura politica del centrodestra.

Per l’ex “zarina” di Nordio la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per le “false dichiarazioni” rese agli inquirenti durante l’indagine sul caso Almasri, il tagliagole libico fermato in Italia per un mandato di cattura della Corte penale internazionale dell’Aja ma poi rimpatriato su un volo di stato dei servizi segreti il 21 febbraio dello scorso anno su decisione del governo Meloni, con Nordio che non concesse l’autorizzazione all’arresto.

Il tribunale dei ministri chiese per quella vicenda l’autorizzazione a procedere contro Nordio, il suo collega all’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, negata dalla Camera. Giudici che disposero che la Procura ordinaria di Roma procedesse contro Bartolozzi, giudicando “mendaci” e “inattendibili” le dichiarazioni dell’allora capo di gabinetto del Guardasigilli su quanto accaduto a via Arenula tra il fermo e la scarcerazione di Almasri.

La comunicazione del capo di imputazione, come sottolinea il Corriere della Sera, essendo la Bartolozzi un giudice fuori ruolo è stata inviata nei giorni scorsi al Consiglio superiore della magistratura, oltre che alla Procura generale della Cassazione e al ministro della Giustizia, titolari delle possibili azioni disciplinari nei confronti delle toghe.

Ma, come detto, per Bartolozzi è in arrivo una protezione politica. Il procedimento nei suoi confronti è destinato a fermarsi grazie al voto della Camera che solleverà un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Corte costituzionale, alzando uno “scudo” a protezione dell’ex “zarina” di Nordio.

Mercoledì l’ufficio di presidenza della Camera ha deciso a maggioranza (11 i voti a favore, 10 i contrari) di rivolgersi alla Corte costituzionale sostenendo che il reato contestato a Bartolozzi debba essere giudicato dal tribunale dei ministri in quanto “teleologicamente connesso” a quello di cui era accusato Nordio, e dunque subordinato all’autorizzazione a procedere, una tesi già respinta sia dal Tribunale dei ministri che dalla Procura di Roma.

I giochi però sembrano fatti: la prossima settimana la Camera voterà sulla proposta dell’ufficio di presidenza, quindi si passerà alla Consulta e in attesa di un verdetto dei giudici costituzionali il procedimento contro Bartolozzi verrà sospeso.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia