Borse asiatiche in calo dopo il discorso di Trump sulla guerra all’Iran
Le borse asiatiche hanno registrato significativi ribassi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ventilato la possibilità di “riportare l’Iran all’età della pietra”, frenando l’ottimismo su una possibile soluzione in tempi rapidi del conflitto in corso da un mese nel Golfo. L’indice Msci Asia-Pacifico ha reagito al discorso di Trump sulla guerra all’Iran cedendo circa lo 0,75 per cento nelle prime contrattazioni. I titoli azionari giapponesi hanno azzerato i guadagni registrati all’apertura della giornata di contrattazioni, cedendo oltre l’1,9 per cento. L’indice azionario sudcoreano Kospi ha perso quasi il 4 per cento. Hanno segnato lievi ribassi anche altre indici regionali, come il Taiex di Taiwan e l’Hang Seng di Hong Kong.
I prezzi dell’energia sono nuovamente in aumento: il Brent si attesta intorno a 104 dollari al barile, dopo essere sceso temporaneamente sotto la soglia psicologica dei 100 dollari. Il recente andamento dei mercati indica una forte sensibilità agli sviluppi geopolitici: dopo il rialzo record registrato nelle piazze asiatiche nei giorni precedenti, un eventuale miglioramento del quadro politico potrebbe favorire un rapido recupero delle quotazioni. Ieri l’Iran aveva compiuto un passo insolito contattando direttamente gli Stati Uniti con una lettera in cui affermava di non avere ostilità verso Washington e di agire per autodifesa. Il segnale era stato interpretato come una possibile via d’uscita diplomatica, contribuendo al rialzo di Wall Street nella seduta precedente.
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