Ascoltare gli adolescenti, Telefono Azzurro ne ricorda l’importanza con un evento in tre grandi città
Un’iniziativa con appuntamenti in programma il 9 aprile a Roma, Milano e Palermo, che si propone di riportare al centro del dibattito pubblico il valore universale dell’ascolto e la necessità di riconoscerlo come condizione essenziale per la tutela, la crescita e la piena attuazione dei diritti di bambini e adolescenti. Centralità dell’ascolto sì, e non solo su un piano formale.
In Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno, questo il nome dell’azione promossa dalla Fondazione Sos Telefono Azzurro per la seconda Giornata nazionale dell’ascolto dei minori, bambini e adolescenti non sono semplici spettatori ma parte attiva del dialogo: i ragazzi, infatti, sono coinvolti in maniera diretta con la possibilità di rivolgere domande ai relatori, portando all’attenzione temi, dubbi e questioni che sentono più vicine alla propria esperienza quotidiana, in un confronto con istituzioni, mondo accademico e società civile.
Telefono Azzurro su tre grandi città
L’appuntamento centrale è quello al Cnel, col presidente Renato Brunetta che darà il la, assieme al fondatore e presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo.
All’appuntamento di Milano, nella Sala Solesin a Palazzo Lombardia, l’incontro è moderato da Giampaolo Cerri, caporedattore di VITA. Dialogheranno con gli studenti del Liceo Scienze Umane dell’Istituto Paritario Labor, tra gli altri: Vittoria Badino e Alessandra Zanotti, rispettivamente tutor linea di ascolto 19696 e giurista e psicologa di Telefono azzurro, Stefano Mangiacotti, Fondazione Cometa, Emidio Musacchio, coordinatore pedagogico Polo Portovaltravaglia di Fondazione Asilo Mariuccia e Antonio Palmieri, fondazione Pensiero solido. Gli altri dettagli dell’appuntamento QUI.
La Giornata nazionale dell’ascolto dei minori, bambini e adolescenti è stata istituita nel luglio 2024 su iniziativa di Telefono azzurro e nasce per sensibilizzare opinione pubblica, istituzioni, scuola e comunità educante sull’importanza di dare spazio, tempo e legittimità alla voce dei più giovani. Ascoltare un minore significa infatti riconoscerlo come soggetto di diritto, capace di esprimere bisogni e vissuti che devono essere compresi prima che il disagio si radicalizzati.
L’ascolto come costruzione di futuro
«Ascoltare», mette in evidenza il professor Caffo, «non è mai un atto neutro: è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi».
Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, sottolinea, «l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro».
L’ascolto per contribuire alla costruzione delle soluzioni
Poi, sulla centalità dei ragazzi. «È necessario», dice sempre Caffo, «un cambio di prospettiva radicale: i ragazzi non devono essere considerati solo destinatari passivi di interventi pensati dagli adulti, ma soggetti attivi, competenti, in grado di contribuire alla costruzione delle soluzioni».
Per Caffo, questo passaggio ìimplica però «un cambiamento anche nel ruolo degli adulti e delle istituzioni: non più solo decisori, ma facilitatori di un percorso comune. Significa costruire servizi “con” i ragazzi e non semplicemente “per” i ragazzi, riconoscendo che sono proprio loro, con la loro esperienza quotidiana, a poter guidare l’innovazione delle risposte».
L’ascolto come presidio pubblico, i numeri
A confermare l’urgenza dell’impegno di Telefono azzurro sono i dati del Dossier 2025 del servizio di ascolto 1.96.96 della fondazione stessa, che restituiscono una fotografia dei bisogni emergenti.
Risulta che circa l’88% delle richieste di aiuto si concentra su quattro principali ambiti: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Si tratta di dimensioni che riflettono una sofferenza complessa, che attraversa tanto la sfera emotiva e psicologica quanto quella delle relazioni e degli ambienti digitali.
Sulle modalità di accesso, emerge come la chat si sono affermate come canale principale (58,2%), segno di quanto accessibilità, gradualità e percezione di sicurezza siano determinanti per permettere ai giovani di esprimersi.
Non mancano situazioni più articolate: circa un caso su cinque presenta una natura multidimensionale, in cui disagio psicologico, fragilità relazionali, esperienze di violenza e vulnerabilità online si intrecciano. In questo contesto, l’ascolto si configura come un presidio pubblico essenziale, capace non solo di accogliere, ma anche di orientare e attivare reti di protezione.

Punizioni e controllo da soli non bastano
A partire proprio dai dati, sottolinea Telefono azzurro, è emersa con forza la necessità di superare approcci basati esclusivamente su misure punitive o di controllo, che si dimostrano, nella gran parte dei casi, inefficaci: strumenti come il parental control, da soli, non sono in grado di rispondere alla complessità del problema.
Allo stesso modo, si aggiunge, non è realistico pensare che le famiglie possano affrontare in solitudine una sfida che è ormai sistemica. Il benessere dei più giovani si costruisce dentro un ecosistema articolato, che coinvolge scuola, servizi territoriali, istituzioni, piattaforme digitali e contesti sociali.
Il piano di azione e le priorità
Con l’iniziativa del 9 aprile, Telefono azzurro rinnova il proprio impegno nel promuovere azioni concrete e strutturali a tutela dei diritti e del benessere di bambini e adolescenti, ponendo al centro un approccio sistemico e orientato al lungo periodo.
Tra le priorità individuate dalla fondazione: la necessità di definire Linee guida nazionali sull’ascolto dei minori, rivolte a tutti i professionisti che operano in ambito istituzionale, educativo e sociale per superare pratiche frammentate e disomogenee.
La costruzione di un Piano nazionale sulla salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza, che riconosca il benessere psicologico come una priorità strategica e non emergenziale.
L’istituzione di un Tavolo permanente sull’intelligenza artificiale e i minori, con il compito di elaborare raccomandazioni chiare e operative, sostenendo percorsi di alfabetizzazione all’intelligenza artificiale all’interno delle scuole.
In apertura foto di Emre Ucar per Unsplash
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