Calakmul, il regno nascosto del Messico tra giungla infinita e pietra millenaria
Bisogna affrontare una strada diritta con l’asfalto che si assottiglia sempre di più e che, di punto in bianco, sembra sparire tra alberi altissimi. A un certo punto perde segnale persino il telefono e uno dei pochissimi suoni che si può udire è quello della selva. Qui inizia Calakmul, antica Capitale Maya e oggi uno dei luoghi più isolati dell’intero Messico.
Il nome tradotto vuol dire “Due montagne adiacenti”, un riferimento diretto alle due piramidi principali che dominano il paesaggio. Da lontano sembrano colline naturali, ma avvicinandosi rivelano geometrie umane, gradoni, terrazze e pietre lavorate più di 1.000 anni fa. Sotto la vegetazione, infatti, si nasconde una città enorme, con oltre 6.000 strutture censite distribuite su decine di chilometri quadrati.
Intorno si estende una delle foreste tropicali più vaste delle Americhe, seconda solo all’Amazzonia. Un ecosistema complesso, modellato da secoli di interazione tra uomo e natura, che ha reso possibile la nascita di una civiltà urbana in un ambiente apparentemente ostile.
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