Coesione, il monito del presidente della Toscana: “UE non sottovaluti l’importanza dei fondi alle regioni”
Bruxelles – “Si sottovaluta il valore dei fondi di coesione che, sopratutto in Italia, stanno sostenendo delle politiche regionali che danno un senso di superamento delle disuguaglianze di sviluppo a un’unica velocità nei territori”. Parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, in visita a Bruxelles per due giorni di incontri istituzionali con il vicepresidente esecutivo per la Coesione Raffaele Fitto, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti e il vicedirettore generale della Dg Regio Nicola De Michelis. Al centro dei colloqui, la destinazione delle risorse del prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea (QFP, in inglese MFF), che coprirà il periodo 2028-2034.
Secondo la giunta toscana, “le politiche di coesione sono una delle operazioni più riuscite nel rapporto tra Ue e cittadini” e pertanto “sarebbe un errore gravare sulle regioni per ricondurre le risorse a un grande fondo unitario, utilizzabile oggi per la difesa e domani per altre urgenze”, ha spiegato Giani, in quello che allo stesso tempo è preccupazione e monito per l’immediato avvenire, oltre che una critica all’impianto di bilancio. La proposta messa sul tavolo dalla Commissione europea suscita preoccupazione per il rischio di tagli ai fondi strutturali per la coesione come per la politica agricola comune (PAC), rispetto all’attuale bilancio comune.
La due giorni a Bruxelles ha permesso alla Toscana di inserirsi nella fase preparatoria del prossimo bilancio europeo. Con Fitto, ha aggiunto il presidente, “abbiamo trovato una forte sintonia sul mantenimento del rapporto diretto tra fondi di coesione e Regioni”, sostenendo che “Regioni come la Toscana hanno costruito politiche di welfare significative grazie a queste risorse, dagli asili nido gratuiti per le famiglie sotto una certa soglia di reddito ai libri di testo, fino agli interventi per le persone più fragili”.
I nodi da sciogliere sono due: da una parte, ha spiegato ancora Giani, è importante “mantenere il rapporto diretto tra le regioni e Bruxelles a fronte di un tentativo di centralizzare gli Stati a quelle che sono le scelte e la programmazione”; dall’altra, “la riduzione dei fondi graverebbe in un momento in cui si esaurisce il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che in Italia ha dato fondi importanti”. In tal senso il confronto avuto con gli interlocutori “è stato fonte di soddisfacenti intese”, il bilancio del presidente della Regione Toscana.
Anche l’Assessora per la Cultura, la gioventù e la ricerca Cristina Manetti ha sostenuto che “i fondi europei significano la possibilità di mettere in pratica le più importanti e innovative politiche che la regione ha fatto negli ultimi anni”, riferendosi agli investimenti in cultura, ricerca e società della Regione Toscana. Pertanto è “importante mantenere la relazione tra la Regione Toscana, il presidente, la giunta e le istituzioni europee”.
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