La Commissione UE pronta ad allargare le maglie degli aiuti di Stato per PMI, edilizia sociale e agricoltura
Bruxelles – Più flessibilità su ricerca e sviluppo, protezione dell’ambiente ed energie rinnovabili, agricoltura, ma anche edilizia sociale e efficientamento energetico. Sempre con un occhio di riguardo alle piccole e medie imprese. La Commissione europea ha sottoposto oggi (25 febbraio) una bozza della revisione delle norme sugli aiuti di Stato a consultazione pubblica: fino al 23 aprile, Stati membri e stakeholders potranno presentare a Bruxelles le proprie osservazioni sul testo.
In particolare, la modifica riguarda il cosiddetto regolamento generale di esenzione per categoria (GBER), che definisce quali interventi statali nell’economia nazionale siano esentati dalla notifica preventiva e dall’approvazione da parte di Bruxelles. Consente in sostanza agli Stati membri di erogare rapidamente gli aiuti, se sono soddisfatte le condizioni che limitano la distorsione della concorrenza nel mercato unico. Già oggi, il 69 per cento di tutti gli aiuti di Stato concessi dai governi nazionali rientrano nell’ambito del GBER.
La Commissione, che ha già modificato il GBER più volte – l’ultima nel 2023 per facilitare gli aiuti ai settori fondamentali per la transizione verde -, punta ora a snellire il regolamento, riducendo gli oneri amministrativi e aprendo a maggiori flessibilità. L’obiettivo è adottarlo entro la fine dell’anno, quando scadranno i paletti in vigore oggi. “Questo regolamento consentirà agli Stati membri di rafforzare in modo più semplice e rapido la competitività delle nostre industrie, comprese le PMI, senza dover attendere l’approvazione degli aiuti di Stato”, ha affermato la vicepresidente esecutiva della Commissione europea, Teresa Ribera.
Il principio seguito dall’esecutivo UE è garantire “un accesso più semplice agli aiuti di Stato, in particolare per le piccole imprese a media capitalizzazione o le imprese sociali”. Nella bozza, trovano spazio “strumenti di finanziamento del rischio più flessibili o aiuti sotto forma di trattamento fiscale favorevole delle opzioni su azioni e dei warrant per i dipendenti” per le PMI e per le imprese sociali. Diventerà “più semplice e possibile su scala più ampia” la concessione di aiuti nell’ambito delle energie rinnovabili: la Commissione propone di rimuovere il tetto di 300 milioni di euro annuali per ogni Paese.
Per la prima volta – come previsto dal piano UE per la casa -, la Commissione propone di allentare i paletti degli aiuti di Stato per affrontare la crisi degli alloggi, consentendo “aiuti più elevati” per misure di efficientamento energetica, progetti di edilizia sociale o a prezzi accessibili e per le imprese sociali che forniscono alloggi.
La revisione, avviata nel nome della competitività europea da rilanciare, propone di includere nel quadro di aiuti per la ricerca e lo sviluppo “le imprese giovani e innovative con una base patrimoniale debole o che spendono le riserve di liquidità per lo sviluppo di prodotti”. Suggerisce inoltre di facilitare la concessioni di aiuti “per la formazione dei lavoratori nelle competenze digitali e STEM”. E assicura un occhio di riguardo alla produzione agricola e alla pesca, dando agli Stati membri la possibilità di concedere aiuti a questi settori nell’ambito del GBER o delle esenzioni per categoria settoriali.
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