L’UE guarda al Canada: il Parlamento chiede un’alleanza più stretta su sicurezza e commercio
Bruxelles – “Il Canada è probabilmente il Paese più europeo al di fuori dell’Europa”. L’eurodeputato tedesco Tobias Cremer (S&D) ha utilizzato queste parole per sintetizzare le ragioni per cui la commissione Affari Esteri (AFET) del Parlamento Europeo ha adottato oggi (25 febbraio) – con 41 voti a favore, 13 contrari e 5 astensioni – una raccomandazione che chiede “un approfondimento delle relazioni tra Unione Europea e Canada, al fine di affrontare le comuni minacce alla sicurezza e rafforzare il commercio, in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche”. Il documento “si pone l’obiettivo di elevare il partenariato tra Ottawa e Bruxelles e tradurre questa stretta sintonia in un’alleanza euro-canadese più profonda”, ha sottolineato Cremer, che è relatore della raccomandazione.
La “tabella di marcia”, come l’ha definita il politico tedesco, si focalizza su tre punti principali. Il primo è quello delle minacce alla sicurezza comuni, già al centro del ventesimo summit UE-Canada dello scorso 23 giugno e del successivo incontro tra la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, e l’Alta Rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, a Niagara lo scorso 12 novembre. La commissione chiede “una rapida attuazione” dei risultati ottenuti durante gli incontri diplomatici, “al fine di ottenere progressi concreti sulla base della dichiarazione congiunta e del partenariato in materia di sicurezza e difesa”. Del resto, l’elenco delle comuni minacce alla sicurezza per UE e Canada stilato dalla commissione è particolarmente lungo: “La guerra della Russia contro l’Ucraina, gli attacchi ibridi, il terrorismo, l’interferenza straniera, l’atteggiamento assertivo e la coercizione economica della Cina, il cambiamento climatico, l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e l’instabilità in Medio oriente”. In particolare, sull’Ucraina, “il Canada e l’UE dovrebbero rafforzare il loro supporto per la sovranità e l’integrità territoriale del Paese, soprattutto nel contesto del G7 e della Coalizione dei Volenterosi, coordinare sanzioni e sforzi diplomatici per isolare ulteriormente la Russia e promuovere insieme la collaborazione con gli Stati Uniti”.
Il secondo obiettivo della tabella di marcia proposta dalla commissione Affari Esteri è quello della difesa del multilateralismo. Uno sforzo comune che Ottawa e Bruxelles devono compiere specialmente rispetto a “istituzioni chiave come le Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, la NATO e i forum del G7 e del G20”. L’importanza della cooperazione viene citata con particolare riferimento alla regione artica, rispetto alla quale il documento esprime “preoccupazione per la crescente militarizzazione” e sollecita “sforzi congiunti per salvaguardare l’autonomia della Groenlandia di fronte al crescente interesse geopolitico”.
Ultimo dei tre punti fondamentali del testo approvato oggi è quello relativo alla promozione delle relazioni commerciali UE-Canada. In quest’ottica, il quadro di riferimento è quello tracciato dal CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), l’accordo di libero scambio siglato da Bruxelles e Ottawa nell’ottobre del 2016 ed entrato in vigore nel settembre del 2017. La raccomandazione sottolinea “la necessità di promuovere i benefici dell’accordo e invita gli Stati membri che ancora non l’hanno fatto (Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia, Slovenia) a ratificarlo entro il prossimo anniversario della firma nel 2027″.
Il documento approvato oggi dall’AFET è solo l’ultima di una serie di recenti mosse compiute da Bruxelles per rafforzare il proprio legame con Ottawa: dai vertici già citati, passando per l’apertura al Canada del programma europeo SAFE per l’industria della difesa decisa dal Consiglio dell’UE lo scorso 11 febbraio, fino ad arrivare all’invito recapitato al ministro delle Finanze canadese François-Philippe Champagne a partecipare a una riunione con i ministri economici dell’UE durante l’ultima sessione dell’Eurogruppo dello scorso lunedì (16 febbraio).
Il motivo dell’afflato tra Ottawa e Bruxelles è presto detto: di fronte alla “retorica sempre più imprevedibile proveniente da Washington” – come Cremer ha definito la linea seguita dal presidente USA, Donald Trump, nei confronti del Vecchio Continente – l’UE è alla ricerca di un partner d’oltreoceano che possa garantire la stabilità e l’affidabilità che gli USA sembrano aver perso. A giudicare da queste ultime mosse, Bruxelles sembra aver puntato la bussola poco più a nord del Paese a stelle e strisce.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




