Domenica delle Palme, Leone XVI: “Nessuno può usare Dio per giustificare la guerra”

Mar 30, 2026 - 03:30
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Domenica delle Palme, Leone XVI: “Nessuno può usare Dio per giustificare la guerra”

In una piazza San Pietro colma di fedeli e segnata dai simboli della Domenica delle Palme, Papa Leone XIV apre la Settimana Santa con un’omelia intensa e profondamente attuale. Il Pontefice invita a seguire Gesù sulla via della croce, contemplando il suo amore per l’umanità e la sua mitezza di fronte alla violenza. In un mondo attraversato da conflitti e sofferenze, il Papa richiama con forza il valore della pace, denunciando ogni uso strumentale di Dio per giustificare la guerra. Nelle piaghe di Cristo, egli riconosce il dolore dei popoli e rinnova un messaggio di speranza.

Le parole del Santo Padre

La piazza gremita, i fedeli in festa. Una grande distesa di palme e di olivi: questa la scenografia di oggi in piazza San Pietro, illuminata da un sole che splende in un cielo azzurro, chiaro. Un sole di speranza in un momento buio della storia: inizia la Settimana Santa. Tutti i fedeli attendono le parole del Papa. Attendono le parole della sua omelia dopo la lettura della “Passio”, il Vangelo di oggi.  “Mentre Gesù percorre la via della croce, ci mettiamo dietro di Lui, seguiamo i suoi passi. E camminando con Lui, contempliamo la sua passione per l’umanità, il suo cuore che si spezza, la sua vita che si fa dono d’amore. Guardiamo a Gesù, che si presenta come Re della pace, mentre attorno a Lui si sta preparando la guerra. Lui, che rimane fermo nella mitezza, mentre gli altri si agitano nella violenza”, con queste parole, papa Leone XIV comincia la sua omelia. In Gesù, Leone XIV vede “la luce del mondo, mentre le tenebre stanno per ricoprire la terra”. Gesù che è vita “mentre si compie il piano per condannarlo a morte” così sottolinea il pontefice.

La pace

Un’omelia quella di papa Leone XIV che si concentra sul tema della pace, tanto prezioso per il mondo di oggi. Un Re della pace: “Come Re della pace, entra in Gerusalemme in groppa a un asino, non a un cavallo”, sottolinea il pontefice. Sottolinea, poi, il silenzio di Cristo, “mentre veniva caricato delle nostre sofferenze e trafitto per le nostre colpe”. Nessuno può giustificare la guerra, “tuona” papa Leone XIV, “usando” Dio. In Gesù – ricorda il pontefice – è possibile vedere “i crocifissi dell’umanità. Nelle sue piaghe vediamo le ferite di tante donne e uomini di oggi. Nel suo ultimo grido rivolto al Padre sentiamo il pianto di chi è abbattuto, di chi è senza speranza, di chi è malato, di chi è solo. E soprattutto sentiamo il gemito di dolore di tutti coloro che sono oppressi dalla violenza e di tutte le vittime della guerra”.

Il ricordo

E conclude con una citazione. Cita il Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello. Prega la Vergine, Papa Leone XIV e lo fa con una poesia del vescovo: “Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. […] E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera”.

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