E' morto Gianluca Cherubini, aveva 52 anni: giocò con Totti e vinse l'Europeo Under 21 con Cannavaro, Vieri e Inzaghi
Ex promessa del calcio italiano, non riuscì mai a esplodere definitivamente
A 52 anni si è spento l'ex calciatore Gianluca Cherubini. Ex esterno classe '74, era nato a Roma ed era malato da tempo. La notizia è stata diffusa dall'ex capitano del Chieti e direttore sportivo Alessandro Battisti attraverso i suoi canali social: "Non ci sono parole…. Una vita a 220 km all'ora… Sempre in bilico… Sempre sull'orlo del burrone… Amici ovunque che ti hanno ripetuto invano tutti la stessa cosa…"FRATE'….datte ‘na regolata"… Ma tu ce guardavi sempre come scemi a tutti quanti…. Te ne sei annato via de corsa…de nascosto…sto a scrive e ancora non me rendo conto… Non te vedevo da anni…… Non te sentivo da anni…. Ogni volta che se incontravamo co' quarcuno che te conosceva "ahó…ma Gianluca???" M hai sempre fatto battere il cuore forte…..in tutti i sensi…. Riposa in pace Amico mio".
CHI ERA CHERUBINI
Cresciuto tra le giovanili di Monza e Lodigiani, Cherubini aveva iniziato a giocare in prima squadra nella Reggiana con la quale esordì in Serie B nel 1992/93, arrivando a giocare anche in Serie A con la maglia granata. Ha fatto anche una breve esperienza nella Roma di Carlo Mazzone insieme a un giovanissimo Francesco Totti, per lui, nel 1995, una manciata di presenze tra campionato, Coppa Italia e Coppa Uefa. Tra le altre, ha vestito anche le maglie di Vicenza, Chieti, Torres e Giulianova. Cinque presenze con l'Italia Under 21, con la quale vinse l'Europeo da titolare nel 1994, in una squadra nella quale c'erano anche Cannavaro, Panucci, Inzaghi e Vieri. Per anni Cherubini fu una promessa del calcio italiano senza però mai riuscire a esplodere definitivamente. Si ritirò nei primi anni Duemila nel Chieti in Serie D, dopo varie esperienze tra B e C con Vicenza, Torres, Giulianova e lo stesso Chieti, oltre a un ritorno alla Reggiana.
L'ANEURISMA CEREBRALE
Nel 2006 fu colpito da un'aneurisma cerebrale durante una partita tra Novara e Giulianova, rimase in coma per 12 giorni e rischiò seriamente di morire. Dopo essersi ripreso, iniziò la carriera da allenatore lavorando al fianco di Jimmy Maini in una squadra di Promozione (Stella Polare), ma a sorpresa nel 2008 tornò in campo per un'ultima stagione vestendo la maglia del Chieti in Serie D. Dopo l'addio al calcio fu protagonista di diversi fatti di cronaca: nel 2010 fu protagonista di una rissa a Ostia e quattro anni dopo fu arrestato con l'accusa di porto abusivo di arma e ricettazione.
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