Economia circolare, a Montespertoli i sindaci in visita al biodigestore

Non più infrastrutture percepite come una minaccia o un "male necessario", ma centri nevralgici della transizione ecologica e motori di autonomia energetica. Questo il messaggio politico uscito martedì dalla riunione della giunta dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, che ha scelto una sede simbolica per il proprio coordinamento operativo: l’impianto di digestione anaerobica di Casa Sartori, gestito da Plures Alia a Montespertoli.
Il biodigestore di Casa Sartori è già motivo d’orgoglio per la cittadinanza locale, un esempio concreto di Pimby (Please in my back yard), l’esatto contrario delle sindromi Nimby (non nel mio giardino) e Nimto (non nel mio mandato elettorale) che in tutta Italia frenano la realizzazione degli impianti necessari alla transizione ecologica.
La visita dei sindaci e degli assessori non è stata solo una formalità istituzionale, ma un approfondimento tecnico sul campo per toccare con mano come la frazione organica si trasformi in biometano e compost.
L’impianto di Montespertoli, a pieno regime, si conferma come uno dei pilastri dell’economia circolare nel Centro Italia, con una capacità di trattamento di 160.000 tonnellate annue di rifiuti organici e una produzione stimata di 12 milioni di metri cubi di biometano. Si tratta di energia rinnovabile che entra direttamente in rete, contribuendo a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e garantendo al territorio una maggiore resilienza energetica.
Oltre al biometano, il processo di digestione anaerobica restituisce il digestato, che una volta stabilizzato diventa compost di qualità (35.000 tonnellate), fondamentale per contrastare il fenomeno dell'impoverimento dei suoli agricoli toscani.
«Abbiamo scelto di riunire qui la giunta dell’Unione dei Comuni anche per visitare l’impianto e parlare concretamente di economia circolare – ha dichiarato Alessio Mugnaini, sindaco di Montespertoli e presidente dell’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa –. Il territorio deve essere orgoglioso di quello che viene fatto qui, augurandoci che esperienze come questa possano essere sviluppate anche in altri territori».
A fargli eco è Alessandro Giunti, sindaco di Capraia e Limite e delegato all’Ambiente dell’Unione: «È una visita importante che tutti dovrebbero fare per comprendere l’importanza di impianti come questo e qual è il percorso dei rifiuti. Qui si produce energia pulita che serve a tutti noi».
Per gli amministratori locali, la tappa a Casa Sartori rappresenta la rivendicazione di una "responsabilità condivisa". Gestire i rifiuti all'interno del proprio perimetro geografico non è solo un obbligo normativo, ma una scelta di sostenibilità che abbatte i chilometri percorsi dai camion e i relativi costi ambientali ed economici.
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