Fast fashion in stallo: la guerra in Medio Oriente paralizza la logistica

Mar 11, 2026 - 13:00
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Fast fashion in stallo: la guerra in Medio Oriente paralizza la logistica
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Fast fashion in panne. A mettere in difficoltà i player della moda a basso costo questa volta è il conflitto in Medio Oriente, che vede le spedizioni di importanti aziende del settore – tra cui la capofila Inditex, menziona Reuters – bloccate negli aeroporto del Sud-est asiatico, tra Bangladesh e India, con le compagnie aeree costrette a cancellare i voli finalizzati alle spedizioni.

L’area è una vera e propria potenza nella produzione di abbigliamento e i marchi di fast fashion sono fortemente dipendenti dalle fabbriche che popolano il distretto e sforano un flusso costante di vestiti e accessori a poco prezzo.

“Alcune delle mie spedizioni di abbigliamento sono attualmente bloccate all’aeroporto di Dhaka”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Shovon Islam, amministratore delegato del produttore Sparrow Group, i cui clienti europei includono appunto Inditex, ma anche M&S, Next e Primark. Aggiungendo: “Dovevano essere trasportate nel Regno Unito via Dubai, ma con le operazioni all’aeroporto di Dubai sospese ci troviamo ora in una posizione molto difficile. Stiamo cercando di capire rotte alternative, ma nessuna è semplice o conveniente”.

Gran parte dello spazio aereo in Medio Oriente è ancora off limits da quando il conflitto è iniziato lo scorso sabato, costringendo l’aeroporto più trafficato del mondo, Dubai appunto, a chiudere per diversi giorni, con compagnie aeree tra cui Qatar Airways, Emirates ed Etihad che hanno cancellato molti dei voli pianificati.

Gran parte dell’Asia meridionale si affida alle compagnie aeree del Golfo per spedire merci, solitamente su voli commerciali con anche alcuni aerei cargo dedicati, ha spiegato Frederic Horst, amministratore delegato di Trade and Transport Group, con sede a Sydney. Più della metà del trasporto aereo di merci del Bangladesh passa attraverso il Golfo, ha spiegato, così come il 41% di quello dell’India, con Emirates e Qatar Airways come vettori più importanti.

Secondo il rapporto annuale relativo al 2023 (il più recente non indica il numero di fornitori per singolo Paese), Inditex contava 150 fornitori in Bangladesh, 122 in India e 69 in Pakistan.

Intanto, con la capacità di trasporto aereo drasticamente ridotta, i prezzi sono rapidamente schizzati. Alexander Nathani, managing partner della società Kira Leder con sede a Mumbai, che produce giacche in pelle per Inditex e per i rivenditori austriaci Cigno Nero, Fussl e Wiedner, ha parlato addirittura di costi attualmente raddoppiati per via della cancellazione dei voli.

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Redazione Redazione Eventi e News