Fattura elettronica, arriva il codice CUN: cosa cambia per imprese e filiere agroalimentari

Aprile 3, 2026 - 06:30
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Fattura elettronica, arriva il codice CUN: cosa cambia per imprese e filiere agroalimentari

lentepubblica.it

La digitalizzazione dei processi fiscali compie un nuovo passo avanti con l’introduzione di un elemento destinato a incidere concretamente sulle dinamiche delle filiere agroalimentari: il codice CUN da inserire obbligatoriamente nelle fatture elettroniche.


Il provvedimento firmato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone (prot. n. 93628/2026), definisce infatti in modo puntuale le modalità operative per l’indicazione di questo codice identificativo e disciplina il flusso informativo verso le Commissioni Uniche Nazionali.

L’obiettivo è chiaro: rafforzare la trasparenza nei rapporti commerciali e migliorare il monitoraggio dei prezzi nei mercati agricoli.

Cos’è il codice CUN e perché diventa obbligatorio

Il codice CUN (Commissioni Uniche Nazionali) rappresenta un identificativo univoco assegnato ai prodotti per i quali è attiva una specifica Commissione.

Questi organismi, istituiti per le principali filiere agroalimentari, svolgono una funzione cruciale: definire prezzi di riferimento trasparenti e condivisi tra operatori, riducendo asimmetrie informative e squilibri contrattuali.

La novità normativa impone che, per ogni prodotto oggetto di compravendita rientrante nel perimetro delle CUN, il relativo codice debba essere riportato direttamente nella fattura elettronica.

Si tratta di un passaggio strategico, che consente di collegare in modo strutturato i dati delle transazioni economiche alle dinamiche di mercato monitorate dalle Commissioni.

Come compilare la fattura elettronica con il codice CUN

Dal punto di vista operativo, il provvedimento non introduce un nuovo formato, ma stabilisce regole precise all’interno del tracciato già esistente.

Le fatture dovranno continuare a utilizzare il formato XML ordinario, ma con un’integrazione specifica:

  • nel blocco dovrà essere indicata la dicitura “CUN” nel campo ;
  • nel campo dovrà essere inserito il codice identificativo del prodotto, come definito negli elenchi ufficiali pubblicati dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Questo significa, in concreto, che ogni riga di fattura relativa a prodotti interessati dovrà contenere un’informazione aggiuntiva, destinata a diventare elemento strutturale della documentazione fiscale.

Trasmissione dei dati: flussi automatizzati e ruolo di BMTI

Uno degli aspetti più rilevanti della nuova disciplina riguarda la gestione dei dati.

Le informazioni contenute nelle fatture non restano infatti circoscritte all’ambito fiscale, ma vengono trasmesse alle segreterie tecniche delle Commissioni Uniche Nazionali attraverso un sistema organizzato e automatizzato.

Il flusso passa tramite Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI S.c.p.A.), soggetto già incaricato delle funzioni di supporto alle Commissioni.

I dati trasmessi includono:

  • il codice CUN del prodotto;
  • l’unità di misura;
  • la quantità;
  • il prezzo totale della transazione.

Queste informazioni vengono successivamente aggregate per codice e unità di misura, trasformandosi in dataset utili per analisi economiche e report di settore.

Invio settimanale e anonimizzazione dei dati

Un ulteriore elemento qualificante è rappresentato dalla modalità di diffusione delle informazioni.

I dati non vengono condivisi in forma individuale, ma aggregati e anonimizzati, garantendo così il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

La trasmissione avviene con cadenza settimanale tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, uno degli strumenti chiave del Codice dell’amministrazione digitale.

Questo approccio consente di coniugare due esigenze spesso in tensione:

  • da un lato, la disponibilità di informazioni dettagliate e aggiornate;
  • dall’altro, la tutela della riservatezza degli operatori economici.

Base normativa e inquadramento giuridico

L’introduzione dell’obbligo di indicazione del codice CUN trova fondamento in un articolato quadro normativo.

In particolare, la misura deriva dall’inserimento del comma 7-bis all’articolo 3 del decreto-legge n. 63/2024, introdotto dalla legge n. 182/2025.

La norma stabilisce esplicitamente che le fatture elettroniche relative ai prodotti interessati debbano riportare un codice identificativo, con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza nelle relazioni di filiera.

Dal punto di vista della protezione dei dati personali, il trattamento è qualificato come attività di interesse pubblico, ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).

Il ruolo di titolare del trattamento è attribuito all’Agenzia delle Entrate, che si avvale di Sogei come responsabile per la gestione tecnica dei sistemi informativi.

Impatto per imprese e operatori del settore

Per le imprese coinvolte, l’introduzione del codice CUN comporta un adeguamento operativo non trascurabile, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di fatturazione elettronica e i processi interni di gestione dei dati.

Le aziende dovranno:

  • aggiornare i software gestionali per includere il nuovo campo;
  • assicurarsi di utilizzare i codici corretti, facendo riferimento agli elenchi ufficiali;
  • verificare la corretta compilazione delle fatture per evitare errori o irregolarità.

Tuttavia, accanto agli oneri iniziali, emergono anche potenziali benefici strutturali.

Un sistema più trasparente e basato su dati certificati può infatti contribuire a:

  • ridurre le distorsioni nei prezzi;
  • migliorare la competitività delle filiere;
  • favorire una maggiore fiducia tra gli operatori.

Verso un mercato più trasparente e data-driven

La misura si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione e modernizzazione della pubblica amministrazione e dei rapporti economici.

L’integrazione tra fatturazione elettronica e sistemi di analisi dei dati rappresenta un esempio concreto di come le informazioni fiscali possano essere utilizzate per finalità di politica economica.

In prospettiva, il sistema potrebbe evolvere ulteriormente, diventando uno strumento sempre più sofisticato per:

  • monitorare l’andamento dei mercati;
  • supportare decisioni strategiche a livello istituzionale;
  • garantire maggiore equità nelle relazioni commerciali.

Il testo del provvedimento

Qui il documento completo.

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