Frana di Petacciato, la più grande d’Europa: strade e scuole chiuse in Molise, Italia divisa in due e “Puglia isolata”
Non c’è niente da fare con la frana di Petacciato, al momento. Non si sa quando potrebbero riaprire le strade chiuse, quando sarà riattivata la circolazione ferroviaria interrotta. Perché la frana – la più grande d’Europa, che si è riattivata nelle ultime ore anche a causa delle abbondanti piogge delle ultime settimane – non si può fermare, è impossibile da contenere. Intanto è stata sospesa la circolazione dei treni sulla linea ferroviaria, chiuso il traffico su un tratto dell’autostrada A14, chiuse anche tutte le scuole della provincia di Campobasso. Il governatore molisano Roberti ha parlato di Italia divisa in due, quello pugliese Decaro della sua Regione “isolata”.
Quella di Petacciato, circa 3.500 abitanti in provincia di Campobasso, è la frana più grande d’Europa. Si estende dall’area a Nord del Comune, interessa uno spazio di circa quattro chilometri quadrati con un fronte di due chilometri. “La zona – si legge nella nota della Protezione civile – era stata interessata, nei giorni scorsi, da significativi eventi meteo avversi, con apporti al suolo superiori a 200 mm, evidenziando un quadro di marcata persistenza e intensità”. Petacciato è stato costruito su uno spessore di sabbie e ghiaie che si sono depositate e sovrapposte per decine di metri su argille azzurre, che con l’acqua diventano morbide e causano il movimento franoso verso il mare. Il governatore Francesco Roberti aveva annunciato ieri alcuni cedimenti strutturali e l’evacuazione di alcune famiglie, ha parlato di “emergenza nazionale”.
“Finora sono state evacuate circa 50 persone dal comune di Petacciato. La situazione ci preoccupa molto perché la frana in questo momento non è ferma, si sta muovendo”, ha confermato il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, al termine della riunione del Comitato operativo. “La nostra priorità è garantire una viabilità alternativa per i mezzi pesanti e una soluzione su cui stiamo ragionando riguarda l’utilizzo del mezzo navale”. Ciciliano ha chiarito che sia l’autostrada che la linea ferroviaria non potranno essere ripristinate nel giro di pochi giorni, ci vorranno settimane o forse mesi.
#Frana Petacciato, provincia di #Campobasso: ricognizione aerea con elicottero e droni #vigilidelfuoco sulla zona del cedimento [#7aprile 16:00] pic.twitter.com/iiMiAYECHH
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) April 7, 2026
Almeno 15 gli episodi franosi registrati tra il 1906 e il 2015, spesso in concomitanza con abbondanti precipitazioni. La tipologia di frana è definita come “intermittente”. L’Autostrada A14 collega Bologna e Taranto, la linea ferroviaria Pescara-Bari è stata interrotta tra le città di Termoli e Montenero di Bisaccia, all’altezza del quale la settimana scorsa un ponte che attraversa il fiume Trigno, vicino a Vasto, è crollato a causa delle abbondanti precipitazioni: una persona che stava attraversando in automobile quel tratto sulla Statale 16 è ancora dispersa.
“È in corso adesso un collegamento con la Protezione civile perché abbiamo chiesto ieri agli amministratori delegati di Rfi e di Autostrade spa di intervenire con immediatezza – le parole del governatore della Puglia Antonio Decaro – Nel frattempo stanno strutturando dei piani di emergenza per i collegamenti ferroviari, utilizzando la tratta tra Foggia e Caserta, quindi non lasciando isolata la Puglia almeno con i treni di lunga percorrenza, e contemporaneamente Autostrade spa ha utilizzato un bypass all’altezza del Molise e all’altezza di Vasto”. Apprensione per l’estate e i flussi turistici previsti come ogni anno verso la Regione.
#Frana Petacciato, provincia di #Campobasso: in corso monitoraggio area anche con droni dei #vigilidelfuoco. Interdetto in via precauzionale al traffico autostrada #A14 tra svincoli Vasto Sud e Termoli, e relativo tratto ferroviario adriatico [#7aprile 14:30] pic.twitter.com/5vg6Fxzxys
— Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) April 7, 2026
“Domani ci sarà un sopralluogo del professor Casagli, ordinario di geologia applicata all’Università di Firenze, per avere una prima valutazione di quella che è la consistenza del movimento franoso. Su questa frana – ha aggiunto Ciciliano – era già in fieri la realizzazione di opere idrauliche per intercettare i flussi di acqua e evitare la riattivazione della frana, che però si è risvegliata prima che si potessero fare queste opere idrauliche. Continueremo su questo percorso, non ci sono alternative. Per poter tenere a freno la fragilità idrogeologica del nostro paese bisogna agire in condizioni ordinarie. Ora stiamo gestendo l’emergenza, ma l’attività di gestione del territorio si può fare solo in condizioni ordinarie”.
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