Greenreport aderisce al terzo sciopero nazionale dei giornalisti, in difesa della buona informazione

L’intera redazione di greenreport ha deciso di aderire allo sciopero nazionale dei giornalisti italiani – indetto per la giornata di oggi, giovedì 16 aprile –, per solidarietà alla nostra categoria professionale e non contro la direzione o la società editrice, che anzi appoggiano attivamente questa scelta. Salvo eventi di portata eccezionale, oggi le pagine del giornale non verranno dunque aggiornate.
La mobilitazione odierna è stata decisa dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) per sollecitare il rinnovo del contratto di lavoro Fieg-Fnsi scaduto nel 2016: «Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano, oggi, per la terza volta – sottolinea la Fnsi – Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile. Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top. E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.
Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini. Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione, ma riportare ricavi alle testate».
Perché senza informazione di qualità la democrazia è solo una scatola vuota, figurarsi lo sviluppo sostenibile.
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