Immobile: “Inzaghi il miglior allenatore avuto, in una cosa è meglio di chiunque altro. Fossi stato bene, ci sarei stato in questa Italia”
Intervista all'attaccante campano.
Ciro Immobile ha parlato a Sky Calcio Unplugged. L'ex attaccante del Bologna, ora al Paris FC, ha raccontato la sua nuova avventura e tanti aneddoti legati al passato. Ecco le sue parole.
LAZIO
"Dopo 8 anni e tanti titoli mi sarebbe piaciuto salutare in maniera diversa. La squadra ha sempre bisogno della gente, che quando è dentro lo stadio è uno spettacolo e ti dà una spinta in più quindi spero che si riavvicini il prima possibile alla squadra. Per quanto mi riguarda, mi sarebbe piaciuto finire la carriera alla Lazio per salutare i tifosi come si deve".
NAZIONALE
"Farei giocare Pio, ho un debole per lui, e Moise, perché il goal ti dà fiducia e la continuità è importante. Spogliatoio? Conoscendo Gigio, Barella, Bastoni, il peso della prima partita se lo sono tolti, la mente è più libera e sanno che hanno le stesse possibilità di andare al Mondiale della Bosnia. Se i ragazzi non accusano così tanto la pressione non c'è partita, la squadra l'ho vista giocare. Il peso della maglia della Nazionale, però, deve essere scrollato. Trascinatore? Punto sui giocatori dell'Inter, su Gigio, visto che conta molto l'esperienza. Un Ciro Immobile in condizioni diverse ci sarebbe stato bene. A inizio anno Gattuso venne a Bologna e mi disse che avevo le stesse possibilità di essere convocato".
A PARIGI
"Ci voleva questo goal, sono riuscito a segnare in tutti i campionati e finalmente ho segnato quest'anno, che è stato complicato dopo l'infortunio a Roma. Si tratta di un'esperienza importante in un club comunque giovane. Quando sono arrivato si aspettavano uno presuntuoso, invece nonostante la mia carriera sono rimasti colpiti dalla dedizione in allenamento. Differenze con la A? Ho letto una statistica sulla velocità di trasmissione della palla e l'Italia è indietro rispetto agli altri campionati. Prima c'erano molte più occasioni e molto dipende dagli attaccanti. Il mio modo di giocare mi ha portato a risultati incredibili, uno non può pretendere, ad esempio, che io giochi nella stessa maniera di Pio. Sono cresciuto nel mito di Inzaghi, Vieri, Gilardino, tutta gente che se quando non segnava si strappava i capelli dal nervoso. Ora la caratteristica della prima punta sta cambiando. Io sono sempre per i discorsi che faceva mio padre, ovvero che chi segna ha sempre ragione".
PESCARA
"Quando Insigne si è trasferito al Pescara ho incontrato Verratti, ma non c'è mai stata una chiamata da parte del Pescara per prendermi. Sarei andato se non avessi firmato per il Paris FC? Per iniziare la carriera da allenatore è la piazza perfetta. Quando mi ritirerò non lascerò il calcio, mi piacerebbe rimanere all'interno e dare il mio contributo per fare qualcosa di bello. Mi piacerebbe allenare. Miglior allenatore avuto? Inzaghi, con lui ho vinto tanto. Vorrei rubargli la capacità di gestire il gruppo. In quello è meglio di chiunque altro e credo sia veramente la chiave in questo mestiere e girando tanto ho trovato conferme in merito".
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