Il tocco nostalgico del make up gotico reinventato da Vivetta A/I 2026

Febbraio 27, 2026 - 06:01
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Il tocco nostalgico del make up gotico reinventato da Vivetta A/I 2026

Alla Milano Fashion Week Autunno Inverno 2026/27, la notte di Vivetta prende la forma di un ballo in maschera sospeso tra romanticismo e inquietudine. È una masquerade che vibra di mistero studiato, di rigore britannico e graffi dramatic, dove identità e finzione si sfiorano come guanti di raso sotto lampadari immaginari. L’eco lontana del Black and White Ball risuona tra donne-cigno e suggestioni surrealiste, mentre i profili di volti ispirati a Salvador Dalí si trasformano in ricami tridimensionali e abiti scultorei che si aprono a ventaglio intorno al corpo.

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Il Surrealismo qui non è ornamento, ma architettura narrativa. Il cigno attraversa abiti e accessori come simbolo di metamorfosi, l’argenteria settecentesca diventa stampa e gioiello, l’uovo si fa volto, i tovaglioli si mutano in coccarde metalliche. In questo teatro onirico, il beauty dialoga con la collezione come un controcanto sottile. Il make up firmato da Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, e gli hair look curati da Fulvio Furcas per Revlon Professional traducono il dualismo tra protezione e rivelazione, tra gotico aristocratico e nuova intimità, in volti e chiome che sembrano appena usciti da un sogno lucido.

Il make up: tra finzione e verità, la pelle come atto di benessere

Eyeliner che ridisegna l’occhio e ombretto carta da zucchero – Foto Emanuela Ghislotti

Michele Magnani parte da un’idea chiara, «quello che ha pensato Vivetta per l’Autunno Inverno 2026/27 è immaginare una festa in maschera, dove c’è questo dualismo tra finzione e realtà». Il trucco diventa così un gesto di alterazione poetica, soprattutto nello sguardo. «Andiamo ad alterare quelli che sono i contorni degli occhi, per dare questo effetto quasi tra malinconia, inquietudine e romanticismo».

Il look onirico da giorno – Foto Emanuela Ghislotti

La pelle segna un ritorno consapevole al matte, ma in chiave contemporanea. «Torniamo uno step back, ma in una versione molto più contemporanea», sottolinea Magnani. Lo Studio Fix Fluid miscelato con crema idratante crea un incarnato natural matte leggero e respirante, mentre i volumi si scolpiscono con la Powder Kiss Lip & Cheek Mousse per ottenere «un qualcosa di più soffuso, di molto più organico, come se fosse una vera e propria ombra naturale».

Niente contouring grafici, ma ombre che sembrano nate con il volto.

Tre i look in passerella. Il giorno è sognante, con un velo di ombretto grigio freddo sulla palpebra mobile e ciglia accarezzate dal mascara, quasi un ricordo di epoche in cui il trucco seguiva i momenti della giornata. La sera ridisegna l’occhio con un eyeliner dalla forma leggermente rétro, capace di ampliare lo sguardo. La notte bold aggiunge un azzurro carta da zucchero che strizza l’occhio agli Anni 60 e 70.

I look ideati da Michele Magani, Senior Global Artist di MAC x Vivetta – Foto Emanuela Ghislotti

«Il make up non è una maschera per trasformarci ma è una protezione che ci mettiamo per affrontare anche le difficoltà del quotidiano», afferma Magnani. E ancora: «noi non siamo make up artist del settore della bellezza, noi siamo make up artist perché facciamo parte del settore del benessere». In questa visione, il trucco non livella, non impone, non omologa.

I capelli di Vivetta Autunno Inverno 2026/27, tra naturalezza gotica e grazia contemporanea

Foto Emanuela Ghislotti

Se il make up gioca tra ombra e rivelazione, i capelli si muovono sul filo di un’eleganza sottilmente gotica. Fulvio Furcas immagina «una donna elegante, una donna sofisticata, una donna che comunque sa essere sexy», ma sempre nel segno della misura. Le acconciature evitano l’effetto costruito e privilegiano la manualità, con ondulazioni leggere, quasi impercettibili, come se fossero nate durante il sonno e sistemate con un gesto esperto davanti allo specchio. I very bed hair, sublimati.

Il motto è «naturalezza ed eleganza. Le linee lisce restano morbide, le onde hanno un sapore leggermente polveroso, con un finish opaco che richiama il gotico romantico della collezione senza cadere nel costume. Anche le frange si aprono in righe centrali e piccoli spike lavorati, dettagli che incorniciano il volto come un accessorio discreto».

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