La Cina blocca la visita di Lai Ching-te in Africa, e aumenta la pressione su Taiwan

Aprile 24, 2026 - 07:00
 0
La Cina blocca la visita di Lai Ching-te in Africa, e aumenta la pressione su Taiwan

Il presidente di Taiwan Lai Ching-te avrebbe dovuto partecipare in questi giorni alla celebrazione dei quarant’anni di regno di re Mswati III, sovrano di eSwatini (l’ex Swaziland), l’unico Paese africano con il quale la Cina democratica intrattiene formali rapporti diplomatici. Nel continente africano eSwatini è l’ultimo Paese che ha resistito alle pressioni di Pechino non interrompendo mai le relazioni con Taiwan e facendo parte di quella pattuglia di dodici Stati del mondo che non hanno mai rinunciato alle storiche relazioni diplomatiche con Taiwan, nonostante le fortissime pressioni di Pechino.

La Repubblica Popolare Cinese ha messo in cantiere negli anni nei confronti di ognuno di questi Paesi una pluralità di forme di pressione politica, coercizione economica, ingerenza nei processi elettorali  e sostegno agli esponenti politici più “aperti” verso Pechino.

Accanto a eSwatini, ci sono altri dieci Stati indipendenti con seggio alle Nazioni Unite: Paraguay, Belize, Guatemala, Haiti, le Isole Marshall, Tuvalu, Palau, Saint Vincent and Grenadines, Saint Kitts and Nevis, ai quali va aggiunto il Vaticano che non ha mai normalizzato i rapporti con Pechino, alla luce del non ancora risolto status della chiesa cattolica in Cina ed alla forte repressione nei confronti dei milioni di credenti cinesi che ancora esercitano la propria fede in clandestinità.

Con ognuno di questi, Taiwan ha formali rapporti diplomatici con reciproche ambasciate a Taipei e in tutte le capitali ed un’ampia attività di cooperazione economica ed allo sviluppo. Quasi tutti i leader che riconoscono Taiwan, compreso il sovrano di eSwatini, erano presenti, il 20 maggio 2024, nella piazza principale di Taipei, all’insediamento del nuovo presidente Lai Ching-te e le visite reciproche hanno sempre fatto parte della normalità delle relazioni politiche e diplomatiche fra paesi che si riconoscono a vicenda.

La Repubblica Popolare Cinese ha però nei giorni scorsi compiuto un salto di qualità preoccupante, esercitando un’inconsueta quanto pericolosa pressione nei confronti dei Paesi africani di Mauritius, Seychelles e Madagascar affinché chiudessero il proprio spazio aereo, rendendo cosi impossibile per il presidente di Taiwan raggiungere eSwatini, e costringendolo quindi a cancellare la visita ufficiale nel Paese africano.

La revoca unilaterale dei permessi di volo, peraltro messa in atto senza preavviso poche ore prima del viaggio presidenziale, rappresenta una inquietante novità nel sistema delle relazioni internazionali per diversi motivi.

Per la prima volta viene vietato il sorvolo dello spazio aereo a un presidente di uno Stato sovrano e democratico senza che alcuna motivazione di sicurezza internazionale o quant’altro venisse comunicata dai paesi che hanno messo in atto tale provvedimento.

Lai Ching-te non è leader di un Paese in guerra, non è un criminale di guerra, non è inquisito da alcuna corte penale nazionale o internazionale, non rappresenta in alcuna modo una minaccia alla sicurezza nazionale di Mauritius, Seychelles o del Madascar. La sua unica colpa? Essere leader di una Cina democratica che vuole salvaguardare la propria esistenza, il proprio stile di vita, e quel sistema di regole e rispetto dei diritti fondamentali che fanno di Taiwan un caso di successo politico ed economico su scala globale.

Il bullismo cinese non si limita più soltanto alle minacce di voler raggiungere l’unificazione con Taiwan con ogni mezzo possibile unitamente alle costanti esercitazioni militari navali nello Stretto ed intorno all’isola, ma è oramai esportato con forme di coercizione non trasparenti che portano altri paesi a compiere atti illegittimi ed in contrasto con il diritto internazionale.

Madagascar, Mauritius e Seychelles, vietando il sorvolo nel proprio spazio aereo del presidente di Taiwan senza alcuna motivazione, rivelano il fatto di essere oggetto esclusivamente di pesanti forme di coercizione economiche, e dunque di ricatto, da parte della Repubblica Popolare Cinese.

Il divieto di sorvolo rappresenta quindi un preoccupante salto di qualità da parte di Pechino e la conferma che l’autoritarismo cinese non esiterà ad esportare instabilità su scala globale per raggiungere i propri obiettivi.

L'articolo La Cina blocca la visita di Lai Ching-te in Africa, e aumenta la pressione su Taiwan proviene da Linkiesta.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News