La Fnsi contro Gratteri: le minacce al Foglio sono incompatibili con l’articolo 21 della Costituzione
“Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro il Foglio e mi hanno colpito”, dice Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) in relazione a quanto dichiarato dal procuratore in un colloquio con questo giornale. “Non si possono accettare violazioni all'articolo 21 della Costituzione neppure dai magistrati, neppure da un professionista come Gratteri che con le sue inchieste ha alzato il velo su molte operazioni della 'ndrangheta. È grave la minaccia 'tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete'. In Italia c'è una legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela. Punto. Le reti non attengono alla giurisprudenza italiana e soprattutto le minacce, anche velate, violano l'articolo 21 della Costituzione”.
Dello stesso avviso anche il presidente della Fnsi, Vittorio Di Trapani: "Le parole del procuratore di Napoli Nicola Gratteri non fanno onore alla sua storia, alla storia di chi ha pagato e paga in prima persona la lotta contro ogni forma di illegalità e minacce. Quindi, Gratteri smentisca o si scusi per le sue parole rivolte al Foglio", commenta all'Adnkronos. "Alludere a 'conti' da fare e a non meglio precisate 'reti' è incompatibile con la difesa della libertà di stampa. Il suo dovere di magistrato è tutelarla, non intimidirla", prosegue Di Trapani, sottolineando inoltre che "Gratteri farebbe bene a rendersi conto che queste uscite sono anche i migliori assist offerti a chi vuole delegittimare la magistratura in vista del referendum. E invece la Costituzione si difende sempre. E tutta. Tanto l'indipendenza della magistratura quanto la libertà di stampa sancita dall'articolo 21", conclude il presidente della Fnsi.
Le parole di Gratteri
Il procuratore di Napoli, ospite fisso di La7 e noto volto della campagna referendaria per il No, aveva lasciato intendere in tv che il vincitore del festival di Sanremo, autore della canzone "Per sempre Sì", avrebbe in realtà votato No. Ma lo stesso Sal Da Vinci ha smentito. Interpellato dal Foglio su questo episodio, Gratteri ha detto che scherzava, che era un gioco con il conduttore Massimo Gramellini, che bisognava ridere. Fin qui, una scaramuccia. Ma poi, nel mezzo dell'intervista, il procuratore ha cambiato registro. "Senta, con voi del Foglio – ha detto – se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti". I conti come? "Nel senso che tireremo una rete". Un avvertimento che non suona come una battuta.
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