La Spagna schiera le rinnovabili contro la crisi energetica: prezzi dell’elettricità 45% più bassi

Mar 19, 2026 - 10:00
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La Spagna schiera le rinnovabili contro la crisi energetica: prezzi dell’elettricità 45% più bassi

Durante l’ultimo Consiglio dei ministri, la vicepresidente e ministra spagnola per la Transizione ecologica – Sara Aagesen – ha trasmesso un messaggio di relativa calma in merito alle conseguenze della guerra in corso in Medio Oriente, scatenata dall’aggressione di Usa e Israele contro l’Iran e ormai allargata a tutta la regione.

«L’esposizione diretta della Spagna alle forniture di gas e petrolio è limitata, anche se i prezzi del greggio sono superiori del 60% e quelli del gas del 54% rispetto alle settimane precedenti alla guerra», ha spiegato Aagesen. Soprattutto, la Spagna è meglio preparata di altri Paesi europei per ammortizzare la volatilità dei prezzi nei mercati elettrici, grazie alla spinta alle energie rinnovabili, che rappresentano già il 57% del mix di generazione elettrica (contro il 55,5% del 2025): «Se guardiamo alle ultime due settimane, la Spagna ha registrato valori inferiori del 45% rispetto a molti dei nostri colleghi europei».

In Italia il dato della produzione da rinnovabili (48,4% nel 2025) è circa 10 punti inferiore rispetto a quello spagnolo, e al contempo il numero delle ore in cui il costo all’ingrosso dell’elettricità è fissato dal gas – attraverso il meccanismo del prezzo marginale, comune a tutta Europa – è molto più alto: l’89% in Italia, il 15% in Spagna.

«Per l’Italia, aumentare la produzione da rinnovabili è assolutamente il modo principale per ridurre l’influenza del gas sui prezzi dell’elettricità – spiega a greenreport Chris Rosslowe, analista del think tank Ember – Confrontare le rinnovabili in Spagna e in Italia è un po’ fuorviante, perché la Spagna dispone anche di energia nucleare (in ogni caso, la produzione di elettricità da nucleare in Spagna è rimasta pressoché stabile negli ultimi anni, ndr). Questa, combinandosi con le rinnovabili, aumenta la concorrenza nel mercato elettrico, lasciando meno spazio al costoso gas. Tuttavia, espandere le rinnovabili è significativamente più rapido ed economico rispetto all’espansione del nucleare. Un altro ingrediente importante che può essere ampliato rapidamente è la flessibilità, ad esempio tramite accumulo in batterie e risposta della domanda (demand response). L’energia immagazzinata nelle batterie può essere rilasciata quando il sole tramonta, aggiungendo concorrenza nelle fasce orarie in cui le centrali a gas di solito aumentano la produzione, facendo salire i prezzi. Nella nostra più recente rassegna sull’elettricità in Europa, abbiamo analizzato i primi segnali che questo stia già accadendo in Italia. Inoltre, spostare la domanda verso le ore più economiche, come quelle di forte produzione solare, abbasserà i prezzi riducendo la dipendenza dalle centrali a gas».

Per com’è strutturato il mercato elettrico, che funziona attraverso il già citato meccanismo del prezzo marginale, è la fonte più costosa a fissare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità. In genere, questa fonte è il gas fossile, ma il dato varia moltissimo da Paese a Paese: dall’inizio del 2026 il gas ha fissato il prezzo dell’elettricità per il 15% delle ore in Spagna – che dal 2019 ha investito massicciamente sulle energie rinnovabili, permettendo un disaccoppiamento di fatto –, dato che sale al 40% in Germania e al 42% nei Paesi Bassi. In Italia, arriva appunto all’89%.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia