Ponte sullo Stretto: il Tar giudica «prematuro» il ricorso contro il parere Via, la battaglia sarà sulla delibera Cipess

Mar 19, 2026 - 10:00
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Ponte sullo Stretto: il Tar giudica «prematuro» il ricorso contro il parere Via, la battaglia sarà sulla delibera Cipess

Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso di Legambiente, Lipu e WWF contro il parere positivo di Valutazione d’impatto ambientale (Via) per il Ponte sullo Stretto, ma per le tre associazioni nulla cambia nella battaglia contro l’opera voluta dal ministro Salvini. Il tribunale amministrativo, con una lunga e articolata analisi giuridica, ha ritenuto «prematuro» il ricorso delle sigle ambientaliste e lo ha dunque dichiarato inammissibile perché l’atto impugnato, il parere Via, anche alla luce della normativa speciale approvata per il Ponte, è da ritenersi «endoprocedimentale», cioè interno al procedimento di approvazione dell’opera che si conclude solo con la definitiva delibera Cipess. Il parere Via prima di questa e senza di questa non produce effetti, per cui allo stato non lede diritti o interessi e pertanto non può essere impugnato. E, giusto per richiamare alla memoria perché ci troviamo in questa situazione, è stata la Corte dei conti, lo scorso ottobre, a demolire la delibera Cipess di agosto (n. 41/2025) sui 13,5 miliardi di euro, a rispondere alle critiche del Governo Meloni e a costringere l’esecutivo a riscrivere la delibera e rinviare la posa della prima pietra.

Quello che in apparenza può essere considerato un parere negativo, dunque, non rappresenta uno stop sostanziale all’azione delle associazioni contro il Ponte. Con una nota, Legambiente, Lipu e WWF sottolineano anzi che lo stesso Tar riconosce che «in ogni caso, non può essere biasimata la strategia difensiva osservata dalla parte ricorrente, che ha cautelativamente impugnato i “pareri” della Commissione, nel dubbio che l’interpretazione del d.l. n. 35 del 2023 ne potesse precludere l’impugnativa successiva». La sentenza dà poi atto del complesso dibattitto giuridico su vari aspetti sollevati dal ricorso, ma non entra nelle questioni ambientali di merito ed anche rispetto ai profili di costituzionalità che sono stati sollevati afferma che questi vanno posti in sede di un eventuale ricorso alla delibera Cipess. Lo stesso vale anche per le lamentate violazioni delle direttive comunitarie che il Tar ritiene possano essere sollevate solo impugnando l’atto deliberativo definitivo, cioè sempre la delibera Cipess.

Sottolineano le tre associazioni che si tratta dunque di una decisione procedurale nell’ambito della quale il Tar rammenta la necessità che la decisione finale del Cipess per il Ponte, così come per le cosiddette Grandi Opere, sia accompagnata «da un rigoroso assolvimento dell’onere motivazionale basato a sua volta sui dati acquisiti in atti (o su quelli ulteriori che il Cipess potrebbe comunque richiedere) e, verosimilmente, sulla negazione di soluzioni alternative maggiormente mitiganti».

Legambiente, Lipu e WWF Italia ribadiscono dunque le contestazioni di merito sollevate, sia di carattere ambientale che costituzionale e comunitario, e, anche alla luce delle indicazioni date dalla sentenza, annunciano che «le stesse saranno riproposte in sede di ricorso alla delibera Cipess qualora il Governo dovesse insistere nella scellerata idea di approvare il progetto definitivo del Ponte nonostante le analisi ancora incomplete e in itinere i cui esiti sono tutt’altro che scontati».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia