Lamma, nel 2025 il clima della Toscana segna +2,05°C rispetto al 1961-1990

Il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile (Lamma), ovvero il consorzio pubblico nato dall’impegno congiunto di Regione Toscana e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ha presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati i dati climatici dell’ultimo anno relativi al territorio regionale, mostrando un trend in linea con quello dell’Europa – il continente che si surriscalda più velocemente al mondo.
Il 2025 per la Toscana è stato il quarto anno più caldo dal 1955, con una anomalia della temperatura media di +1,11 °C rispetto al periodo 1991-2020, che sale a ben +2,05 °C sopra la media guardando appena al trentennio climatologico precedente (1961-1990).
Si registrano anomalie significative anche sul fronte pluviometrico, con un anno caratterizzato da una piovosità eccezionale: +20% in media, più del doppio al nord (+41%) e circa la metà nel centro (+11%) e sud (+10%), suggerendo la necessità di incrementare gli investimenti nelle infrastrutture idriche così come nella progettualità delle “città spugna”, così come peraltro delineato nella proposta avanzata nei giorni scorsi per al Toscana centrale da Plures insieme alla Fondazione Earth and water agenda (Ewa).
«Quello del clima è uno dei temi cruciali con i quali, come istituzioni, siamo chiamati a confrontarci per il governo del territorio. Ormai si assiste ad una tendenza consolidata che vede un surriscaldamento globale che si riflette in maniera plastica anche sulla nostra Toscana – commenta il governatore, Eugenio Giani – L’aumento delle piogge con fenomeni eccezionali sempre più frequenti, penso ad esempio alle cosiddette ‘bombe d’acqua’ che hanno colpito l’Elba, confermano che la difesa del suolo si pone oggi come una priorità assoluta. Avere un punto di riferimento regionale- ha detto sempre Giani- resta essenziale per leggere questi fenomeni e per calibrare azioni e programmare interventi mirati. Dalla gestione delle risorse, alle infrastrutture per la difesa dal rischio idrogeologico, tutto ciò sarebbe impossibile senza una solida base scientifica che fa la differenza ogni giorno, in termini di sicurezza per i cittadini, per i terrori e per le comunità».
«Il clima sta cambiando anche in Toscana – conferma il direttore del Lamma, Bernardo Gozzini – e i dati lo mostrano con sempre maggiore chiarezza. - Monitorare con continuità quello che accade sul nostro territorio è fondamentale per comprendere i rischi e supportare le politiche pubbliche. Il valore dei centri di competenza a scala regionale è ancora più importante quando parliamo di scenari per il clima del futuro, cioè di quello che accadrà nei prossimi anni grandi centri internazionali producono scenari climatici globali e nazionali molto solidi. La sfida ora è declinarli a livello regionale, per capire con maggiore precisione quali impatti ci attendono in Toscana. Su questo sarebbe importante un ulteriore sforzo della Regione attraverso il Lamma. Investire in questo tipo di conoscenza significa dotare la Toscana di strumenti utili per pianificare il futuro: dall’agricoltura alla gestione dell’acqua, dalla salute alla progettazione delle città».
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