Le Comunità Energetiche Rinnovabili a sostegno delle spese energetiche dei Comuni

Aprile 30, 2026 - 16:30
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Le Comunità Energetiche Rinnovabili a sostegno delle spese energetiche dei Comuni
cer comunali

Nell’evento L’energia delle comunità – 17-18-19 aprile 2026 presso Villa Borromeo ad Arcore – organizzato dall’Associazione Cer in rete si è discusso di come le comunità energetiche rinnovabili possono sostenere le spese energetiche dei Comuni italiani

Per affrontare l’attuale contesto di instabilità e i rincari delle materie prime, acuiti dalle recenti tensioni geopolitiche nel Medioriente, è necessario fare sistema e unire le forze per superare le sfide all’orizzonte.

È questo il pensiero anche dell’Unione europea, che proprio in questi giorni sta valutando di ricorrere nuovamente agli acquisti congiunti di gas tra gli Stati membri, come già avvenne nel 2023, tramite la piattaforma comune AggregateEu.

Si tratta di una delle misure allo studio dei vertici europei per fronteggiare la crisi energetica, le altre riguardano principalmente la spinta verso l’elettrificazione dei consumi, l’accelerazione sulle fonti rinnovabili, il potenziamento delle reti di trasmissione e un maggiore coordinamento sulla gestione delle scorte.

Cer, per la stabilità e la sicurezza nell’approvvigionamento energetico

Scendendo di livello, passando da Bruxelles alle vicende nazionali, lo stesso principio ha ispirato già da qualche anno la diffusione in Italia delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), che nel contesto attuale emergono come la soluzione più efficace per garantire stabilità e sicurezza nell’approvvigionamento energetico.

L’energia delle comunità” è stato l’evento di tre giorni (17-18-19 aprile 2026 presso Villa Borromeo ad Arcore), organizzato dall’Associazione Cer in rete, che ha visto una nutrita partecipazione di rappresentati di Cer da tutta Italia, cittadini, e amministratori locali.

Si è trattato del primo incontro nazionale delle Cer, che sono nate proprio grazie al supporto dell’associazione. Più precisamente, l’organizzazione si occupa di supportare la creazione e la gestione operativa delle Cer in Italia, fungendo da ponte tra pubblica amministrazione, cittadini e imprese.

Assiste gratuitamente le amministrazioni comunali nel percorso burocratico e legale per costituire una comunità energetica rinnovabile, ponendo l’istituzione come socio fondatore a garanzia di sicurezza e trasparenza.

Inoltre, fornisce consulenza per l’iscrizione alle comunità locali, risponde a dubbi tecnici (per esempio,quale fornitore o impianto scegliere) e segue i membri nella richiesta dei contributi economici.

Ancora, un team specializzato si occupa della registrazione presso il Gestore dei servizi energetici (Gse), della gestione dei dati di consumo e della ripartizione degli incentivi derivanti dall’energia condivisa.

Il modello promosso mira a generare benefici non solo ambientali, ma anche sociali, destinando parte dei proventi a progetti per il territorio o per il contrasto alla povertà energetica.

In sintesi, l’associazione raggruppa le Cer a trazione comunale operando come un facilitatore per rendere la transizione energetica accessibile, occupandosi di tutta la complessità amministrativa e tecnologica necessaria per far funzionare lo scambio di energia pulita a livello locale.

A oggi sono 73 le Cer aderenti (altre 45 in procinto di aderire), per un totale di 81 Comuni seguiti e 3.800 soci.

La spinta ad aderire da parte delle amministrazioni comunali deriva dalla consapevolezza (quando si ha contezza di questa voce, perché spesso i Comuni non hanno neppure una fotografia aggiornata dei propri punti di prelievo) che le spese energetiche sono una voce importante del bilancio e che, come tale, deve essere monitorata e gestita.

Dai dati diffusi durante la conferenza, la spesa annuale totale di gas, energia e illuminazione per i Comuni ammonta a oltre 3,5 miliardi di euro, con una previsione a crescere, per cui anche piccole percentuali di risparmio (per esempio, la sostituzione di vecchie lampade con tecnologia Led – relamping – può arrivare a una riduzione del fabbisogno energetico tra il 60% e l’80%) possono riportare nelle casse pubbliche risorse importanti.

Dalle testimonianze raccolte durante il dibattito, è emersa unanime la necessità che i Comuni mettano sotto controllo i propri consumi se vogliono evitare squilibri finanziari.

Le Cer sono solo uno dei fattori che possono aiutare nel raggiungimento di questo obiettivo, perché parallelamente occorre investire in tecnologia, in processi e formazione.

Oltre a conoscere l’entità della propria spesa energetica, i Comuni devono comprendere anche se la spesa è congrua, in altre parole se stanno spendendo per quello che serve veramente. In un certo senso, aderire a una Cer è un modo per i Comuni per fare ordine al proprio interno, oltre a beneficiare di risparmi per l’ente e i cittadini.

Crediti immagine: Depositphotos

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Andrea InnocentiAndrea Innocenti: da tempo si interessa di energia e sostenibilità, prima come Ceo di un'azienda reseller di luce e gas, oggi come consulente e docente. Bocconiano con Mba a Edimburgo, cresce all'interno di due multinazionali della consulenza di direzione. Crede nelle energie rinnovabili, quale leva per combattere il cambiamento climatico, e segue la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a tenere corsi sulla sostenibilità nelle scuole | Linkedin

L'articolo Le Comunità Energetiche Rinnovabili a sostegno delle spese energetiche dei Comuni è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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