L’inquinamento può causare problemi di salute mentale: lo studio dell’Agenzia europea per l’Ambiente

Aprile 8, 2026 - 15:00
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L’inquinamento può causare problemi di salute mentale: lo studio dell’Agenzia europea per l’Ambiente

Bruxelles – Ridurre l’inquinamento non fa bene solo alla nostra salute fisica, ma anche a quella mentale. Lo evidenzia il briefing pubblicato oggi (7 aprile) dall’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA), che analizza il legame tra esposizione agli inquinanti e disturbi psicologici. In un’epoca in cui i problemi di salute mentale sono in costante aumento, l’AEA sottolinea l’urgenza di “integrare le politiche ambientali con quelle sanitarie”, promuovendo al contempo una maggiore collaborazione tra settori e discipline.

I disturbi mentali hanno origini complesse e multifattoriali: fattori genetici, condizioni socioeconomiche, aspetti psicologici e stili di vita giocano tutti un ruolo. A questi, l’agenzia aggiunge anche l’inquinamento atmosferico e acustico, oltre all’esposizione a sostanze chimiche. Secondo l’AEA, esiste una “correlazione significativa” tra questi elementi: sebbene siano necessari ulteriori studi per chiarire i rapporti di causalità, le evidenze disponibili rendono ormai difficile negare il legame.

Le ricerche mostrano come l’impatto dell’inquinamento sia particolarmente rilevante nelle fasi più delicate dello sviluppo umano. Infanzia e prima adolescenza risultano periodi di maggiore vulnerabilità, con un aumento del rischio di disturbi come depressione, ansia, schizofrenia e problemi comportamentali. Anche l’esposizione prolungata a una scarsa qualità dell’aria è associata a una maggiore incidenza di depressione, mentre picchi di inquinamento possono aggravare i sintomi della schizofrenia.

Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, l’AEA rileva un incremento del rischio di depressione del 3 per cento e di ansia del 2 per cento. Nei bambini, l’esposizione al rumore ambientale è collegata a una maggiore frequenza di disturbi comportamentali, con effetti diretti sul benessere mentale. Ancora più preoccupanti sono alcuni dati specifici: un aumento di 10 decibel nel rumore ferroviario è associato a un incremento del 2,2 per cento dei tassi di suicidio, mentre l’esposizione al rumore degli aerei durante la gravidanza può far crescere del 12 per cento il rischio di depressione.

Anche le sostanze chimiche rappresentano un fattore di rischio. L’esposizione prenatale o infantile al piombo è associata a depressione e schizofrenia. Il fumo passivo, inoltre, è costantemente collegato a disturbi mentali, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili come bambini e donne in gravidanza. Studi recenti indicano anche un legame tra esposizione prenatale al BPA e l’insorgenza di ansia e depressione nei più piccoli.

Alla luce di queste evidenze, l’AEA propone l’adozione di un approccio “One Health”, che riconosce l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. Raggiungere gli obiettivi del piano d’azione europeo per l’inquinamento zero entro il 2030 – riducendo le emissioni e ampliando l’accesso agli spazi naturali – potrebbe contribuire a migliorare il benessere mentale di milioni di cittadini europei.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia