L'Italia ha fallito ancora e Gravina fa i "complimenti": la sintesi di un disastro senza fine
L'analisi dell'ennesima eliminazione agli spareggi verso i Mondiali.
È successo di nuovo. Probabilmente nel modo che fa più male. Ai calci di rigore. Proprio loro, quei maledetti rigori che poche gioie e tante dolori ci hanno riservato.
Il momento dei processi arriverà, e arriverà presto. Adesso è il momento di prendere coscienza della situazione: la nostra è una Nazionale incapace di qualificarsi per un Mondiale che vedrà protagoniste ben 48 squadre. La nostra è una Federazione incapace di condurre una squadra ai Mondiali per tre volte consecutive. Tre volte consecutive. Qualcosa che non succede nemmeno a Nazionali di media fascia.
NON RIUSCIAMO A QUALIFICARCI
E invece noi, quattro volte Campioni del Mondo, non riusciamo più a qualificarci. È complicato trovare la voglia di ripetere, ancora una volta, i soliti ritornelli, tanto triti e ritriti quanto, però, veri. Va cambiato tanto, tutto. Bisogna rifondare. Qualcuno deve fare un passo indietro, qualcun altro - con idee nuove - deve fare un passo avanti.
BASTONI, UN ERRORE PESA COME UN MACIGNO
Bastoni sarà inevitabilmente costretto a convivere a lungo con la responsabilità per quanto accaduto: la sua espulsione ha inevitabilmente condizionato la partita degli Azzurri e pesa come un macigno sull'eliminazione. Un peso che continueranno a portare sulle spalle anche Esposito e Cristante, ma un calcio di rigore si può sbagliare, è capitato anche ai più grandi e può essere accettato.
GRAVINA, E' INACCETTABILE
Ciò che non può essere accettato, invece, è quanto detto dal presidente federale Gravina al termine della gara. "Complimenti ai ragazzi. complimenti a Rino Gattuso. I ragazzi sono stati eroici". Siamo fuori dai Mondiali. Ancora una volta. Siamo stati sbattuti fuori da Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. Dispensare complimenti a destra e a manca è grottesco, a tratti ridicolo. Sarebbe anche comico, se non fosse che non c'è più niente da ridere.
NASCONDERE SOTTO LA POLVERE NON SERVE A NULLA
C'è da lavorare con criterio e buon senso e, soprattutto, bisogna ammettere quando si sbaglia. E non farsi i complimenti a vicenda dopo un disastro del genere. Nascondere la polvere sotto il tappeto non serve a nulla. Ma se non lo ha ancora capito chi il calcio italiano lo governa, la speranza che cambi davvero qualcosa è prossima allo zero. Sentir parlare di errori arbitrali, giocatori eroici e "complimenti" è un miscuglio di parole che nessun italiano avrebbe meritato di sentire.
Purtroppo il post-partita, se possibile, è stato più sconcertante della partita in sé.
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