L’UE saluta la tregua in Iran, dopo che altri si sono spesi per lo stop al conflitto
Bruxelles – Il giorno dopo, e anche prima, l’istante dopo l’annuncio delle due settimane di tregua in Iran, l’Unione europea è un fiorire di commenti di giubilo e un fervere di attività. La notizia è di quelle buone e auspicate: economia e politica possono tirare un sospiro di sollievo, ma l’UE può davvero esultare? Per settimane balbettanti e poco visibili, l’Unione europea e i suoi protagonisti sembrano aver ricoperto il ruolo di comparse. Certo, la diplomazia su cui il club del 27 ha tanto insistito, è soprattutto lavoro sotto traccia, lontano dai riflettori, ma colpisce modalità e tempistiche dell’azione degli europei.
L’Alta rappresentante per la Politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, annuncia un viaggio in Arabia Saudita: una missione di due giorni, da oggi a domani (8 e 9 aprile), a tregua fatta e annunciata. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha organizzato un tour negli Stati del golfo arabico a bombardamenti in corso, a dimostrazione che azione e pressione diplomatica si poteva fare anche prima. Salta agli occhi, nel momento più caldo, l’assenza del capo di quel poco di politica estera che l’UE comunque ha, e poi un rifiorire quando altri hanno fatto il lavoro. A questo si aggiunge il commento contento di Ursula von der Leyen che ringrazia il Pakistan per la sua mediazione, una mediazione di cui l’UE non ha saputo farsi carico per la necessità di compiacere gli Stati Uniti. La stessa presidente della Commissione europea ha sommerso l’Iran di accuse e critiche, e questo non permette di essere mediatori.
I welcome the two-week ceasefire the US and Iran agreed last night. It brings much-needed de-escalation.
I thank Pakistan for its mediation.
Now it is crucial that negotiations for an enduring solution to this conflict continue.
We will continue coordinating with our partners…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) April 8, 2026
L’esecutivo comunitario, del resto, non cambia orientamenti: Bruxelles continua a vedere nell’Iran il problema dei problemi. Il portavoce di Kallas, Anouar El Anouni, torna a criticare “gli attacchi indiscriminati dell’Iran sui territori vicini”, senza considerare la ragione di queste azioni. L’aggressione di Stati Uniti e Israele non viene né menzionata né considerata. Nel processo negoziale che si apre, comunque, “la priorità dell’UE è evitare che l’Iran acquisisca armi nucleari e cessi le sue attività di destabilizzazione come gli attacchi balistici e la chiusura dello stretto di Hormuz, che è un bene comune”. Ma è sulla missione di Kallas in Arabia Saudita che El Anouni rivela: “Il fatto che l’Alta rappresentante sia oggi nella regione è di per sé l’attivazione degli strumenti migliori a nostra disposizione“. Ossia la diplomazia, attivata – per ammissione del funzionario europeo – solo adesso.
Anche il presidente del Consiglio, Antonio Costa, si riaffaccia in pubblico, via social, per complimentarsi col Pakistan e assicurare che “l‘UE è pronta a sostenere gli sforzi in corso e rimane in stretto contatto con i suoi partner nella regione”. È l’Europa del giorno dopo, dopo che la diplomazia altrui ha fatto il proprio corso.
In questo contesto il governo belga, in una nota, sposta l’attenzione sul Libano, oggetto delle offensive di Israele in chiave anti-Hezbollah. “L’escalation di violenza nella regione continua, e la situazione umanitaria continua ad aggravarsi”, l’allarme che suona come critica alle operazioni dello Stato ebraico nel Paese dei cedri.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




