Monnalisa, turnover 2025 a 33,8 mln (-5%), ebitda in crescita
Il nuovo corso di Monnalisa guidato da Matteo Tugliani si chiude con un fatturato annuo di 33,8 milioni di euro, in calo del 5% sia a cambi correnti che a cambi costanti. Nel 2025 il player toscano specializzato nel segmento kidswear di fascia alta ha registrato un miglioramento dell’ebitda che cresce, sia in termini assoluti sia di marginalità, passando da 1,8 milioni di euro nel full year precedente a 2,5 milioni, il margine è cresciuto dal 5,1% al 7,4% dei ricavi. L’ebitda consolidato adjusted (al netto di costi non recurring) è di 3,3 milioni, pari al 10% del fatturato.
Il risultato netto di periodo è negativo per 6,9 milioni di euro; oltre ai costi non recurring, incide negativamente l’esposizione alla fluttuazione valutaria correlata che ha generato un effetto negativo pari a 1 milione (utile pari a 241mila nel 2024) nonché il risultato negativo della società controllata Monnalisa China in chiusura definitiva entro l’esercizio 2026. Al netto di tali componenti valutarie il risultato dell’esercizio si attesta in negativo per 4,3 milioni contro il rosso di 6,3 dell’esercizio 2024
ll patrimonio netto della società capogruppo Monnalisa spa è pari ad 20,3 milioni, il patrimonio netto consolidato è di 4,8 milioni. L’indebitamento finanziario netto ammonta a 11,7 milioni in miglioramento rispetto al 2024 di 0,72 milioni.
Tugliani, nominato nel maggio 2024, ha messo in atto una profonda revisione strategica passando da una crescita capillare dei punti vendita in Italia e all’estero, al modello retail selettivo profit driven, fondato sulla razionalizzazione della rete, sulla concentrazione della stessa in location strategiche ad alta potenzialità. Il gruppo è quindi passato da 36 a 24 negozi, chiudendo 12 store strutturalmente non profittevoli e intervenendo in modo incisivo sulla redditività dei punti vendita rimanenti grazie a una gestione più efficiente, si legge nella nota finanziaria. Il piano di riduzione dei costi operativi non strategici ha determinato un saving di costi per servizi e costi del personale di 2,9 milioni con un miglioramento del risultato operativo di 4 punti percentuali rispetto al dato comparativo 2024.
Altro elemento distintivo del nuovo modello è stata inoltre l’apertura progressiva all’introduzione di licenze di marchi moda adulti premium-luxury, attualmente sono in portafoglio Ermanno Scervino, Alberta Ferretti e Philosophy.
Il canale retail ha registrato ricavi pari a 12,8 milioni con valori in riduzione del 12% a cambi costanti (-12% a cambi correnti) rispetto ai volumi di vendita del 2024, un calo legato principalmente alle chiusure dei negozi nel corso dell’anno. A perimetro e cambi comparabili il segmento retail fa registrare ricavi in linearità con l’esercizio precedente con paesi che registrano una crescita positiva come Turchia, Russia e America compensate da un trend più sottotono del mercato asiatico.
I ricavi del canale e-commerce diretto si attestano a 2,8 milioni (+10%), segnando una crescita a doppia cifra per il secondo anno consecutivo. L’incidenza del canale on line, sia diretto che indiretto, sui ricavi totali, si attesta al 17% sul totale del fatturato. L’incidenza del solo canale online diretto di attesta all’8,4% rispetto ai ricavi totali, in incremento di 1,4 punti percentuali.
Il fatturato del canale wholesale è pari a 18 milioni, in calo del 2% a cambi costanti (-1% a cambi correnti), rappresentando il 54% del turnover. Nell’anno il fatturato di un marchio in licenza, (non specificato dall’azienda ma che si presume essere Chiara Ferragni), ha avuto ripercussioni negative sui propri ricavi a causa di rischi reputazionali generati da motivazioni estranee al proprio business. I nuovi accordi di licenza siglati nel corso degli ultimi due anni hanno invece consentito di creare nuove fonti di redditività con ricavi in crescita e un correlato modello di business flessibile e produttivo.
“Il 2025 ha rappresentato per Monnalisa il primo vero anno di avvio e di concreta execution della visione strategica che ho introdotto al mio ingresso in azienda nel maggio 2024 – commenta Tugliani -. In questi mesi abbiamo avviato un profondo percorso di trasformazione del modello di business e dei modelli gestionali, introducendo approcci organizzativi e operativi nuovi rispetto al passato. Abbiamo intrapreso una revisione strutturale del modello retail, adottando un approccio più selettivo e orientato alla redditività, con la razionalizzazione della rete e la chiusura dei punti vendita non profittevoli”. Gli interventi realizzati, agiunge il numero uno dell’azienda, “hanno consentito di ridurre i costi fissi, migliorare la gestione dello stock e riportare i negozi rimanenti a un profilo economico positivo, rafforzandone al contempo l’attrattività commerciale. Parallelamente stiamo investendo nello sviluppo di strumenti di analisi data-driven e nel rafforzamento delle attività di promozione omnicanale del brand, che alimenteranno in modo integrato tutte le nostre principali linee di ricavo – retail, wholesale, e-commerce e pre-loved”.
Lo scorso mese il consiglio di amministrazione del luxury brand quotato all’Euronext Growth di Milano ha deliberato un aumento di capitale per un importo complessivo pari a un milione di euro. L’operazione è riservata alla sottoscrizione da parte dell’azionista di controllo Jafin Due, che attualmente detiene il 74,48% del capitale sociale, e di un investitore terzo individuato nella famiglia dell’imprenditore aretino Massimo Anselmi, attivo nel settore della moda premium e titolare, tra le altre, del marchio Vivetta. L’assemblea degli azionisti sarà convocata il prossimo 27 marzo per l’approvazione della ricapitalizzazione, che si inserisce nel più ampio processo di riposizionamento strategico del gruppo.
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