Musica e testimonianze da fronti dimenticati: a Materia una serata con Medici Senza Frontiere

Aprile 17, 2026 - 06:00
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Musica e testimonianze da fronti dimenticati: a Materia una serata con Medici Senza Frontiere
Medici senza frontiere Varese

Una serata intensa, fatta di parole, musica e silenzi carichi di significato. A Materia Spazio Libero, l’hub culturale di VareseNews, Medici Senza Frontiere ha portato in scena “Per principio”, un racconto corale che intreccia testimonianze dai teatri di guerra e brani musicali scelti per accompagnare le storie ascoltate.

Al centro dell’incontro, i podcast della serie “Per principio”, realizzati da Giuseppe De Mola, operatore umanitario con vent’anni di esperienza sul campo. «Non sono celebrazioni dell’operatore umanitario che va e salva vite ma racconti molto riflessivi sul senso di quello che si fa» . Un progetto che mette al centro l’umanità di chi opera nei contesti più difficili, dando voce soprattutto a donne impegnate nelle missioni.

Dall’Ucraina al Sudan: la guerra vissuta da vicino

La serata si è aperta con una testimonianza dall’Ucraina, seguita dall’esecuzione della Danza rumena n.6 di Béla Bartók. Le parole lette hanno restituito la quotidianità del fronte: ospedali schermati, città svuotate, sirene e bombardamenti improvvisi. «Volevo capire che cos’è la guerra. Non attraverso le immagini e i suoni che provengono da uno schermo, ma dalla vita reale» .

Dal Sudan è arrivata una delle testimonianze più dure. In un ospedale di Khartoum, tra bombardamenti continui e mancanza di materiali, un medico racconta la paura che accompagna ogni scelta: «Spesso mi chiedono se ho paura. Ho paura sempre. La paura serve a capire quando bisogna fermarsi o quando si può andare oltre» .

Un episodio, in particolare, ha colpito il pubblico: un padre entra in pronto soccorso con il figlio ormai senza vita, mentre accanto un altro bambino, ferito, si unisce alla sua preghiera. Un’immagine che sintetizza il peso umano dei conflitti, al di là delle statistiche. A questa lettura è seguito Adios Nonino di Astor Piazzolla, scelto per il suo legame con il tema della perdita e della memoria.

Afghanistan e Gaza: quando anche gli ospedali diventano bersagli

Il racconto sull’Afghanistan ha riportato alla memoria il bombardamento dell’ospedale di Kunduz nel 2015, evento simbolico di un cambiamento drammatico: le strutture sanitarie non sono più considerate luoghi sicuri. «Quello è stato l’atto di nascita del processo che ha portato a considerare gli ospedali un target».

Ancora più attuale la testimonianza da Gaza, dove il tema centrale che è stato evocato è il principio di neutralità. «Non è che non mi indigni, è che se mi facessi prendere dalle emozioni non potrei fare il medico», racconta una delle operatrici . Una riflessione che si scontra con la realtà di un conflitto in cui, come sottolineato durante la serata, «lo squilibrio tra le parti è così evidente» da rendere difficile mantenere una posizione neutrale .

Il brano Mawtini, inno palestinese, ha accompagnato questo passaggio, sottolineando il legame tra musica e identità dei popoli.

Yemen: guerra dimenticata e resistenza quotidiana

L’ultima testimonianza ha portato il pubblico nello Yemen, uno dei conflitti più dimenticati, che a coinvolto anche Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, attivi con pesanti bombardamenti sui ribelli Houthi. Qui la guerra si intreccia con restrizioni sociali profonde, in particolare per le donne. Emblematica la storia di una giovane madre arrestata subito dopo il parto perché priva di marito, poi liberata grazie a un intervento non ufficiale.

Nonostante tutto, emergono piccoli spazi di resistenza: colazioni clandestine tra donne, momenti di condivisione e solidarietà. «In quel luogo si sopravviveva in gruppo. Da soli si faceva fatica» .

A chiudere la serata, sulle note di Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone, è stato proprio questo messaggio: accanto alla sofferenza, resta una forte tensione verso la speranza.

Medici senza frontiere Varese

“Per principio”: il senso dell’azione umanitaria

Il titolo del progetto racchiude il cuore dell’iniziativa. «Parliamo dei princìpi che orientano la nostra azione: neutralità, indipendenza, rispetto del diritto internazionale, in un momento in cui sembra che non valgano più niente» .

Una riflessione che ha attraversato tutta la serata, insieme a un interrogativo più profondo: come continuare ad agire in contesti dove le regole vengono sistematicamente violate?

La risposta, forse, sta nelle parole pronunciate durante l’incontro: fare il proprio lavoro, restare umani, e continuare ad esserci. Per principio, appunto.

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Redazione Redazione Eventi e News