Nuova procedura d’infrazione a carico dell’Italia da parte della Commissione Ue: questa volta sull’acqua potabile

Ci risiamo. Qualche settimana fa il nostro giornale aveva segnalato che l’Italia ha pagato negli ultimi dieci anni 854 milioni di multe ambientali, e via via in questi mesi ha segnalato tutte le ultime procedure d’infrazione avviate da Bruxelles nei confronti del nostro governo, da quella su case verdi e plastica monouso a quella sull’inquinamento dell’aria, sulle rinnovabili, e via elencando. Ed eccoci a una nuova puntata di questo stillicidio: la Commissione europea ha deciso di avviare un’altra procedura di infrazione inviando una lettera di costituzione in mora all’Italia per il non corretto recepimento della direttiva europea sull’acqua potabile (direttiva Ue 2020/2184).
Da Bruxelles spiegano che come sottolineato nella strategia sulla resilienza idrica, la piena attuazione delle prescrizioni dell’Unione europea riguardanti la qualità delle acque «è fondamentale per proteggere la salute umana e l’ambiente». Dalla Commissione Ue aggiungono anche che la rifusione della direttiva sull’acqua potabile «mira a proteggere la salute umana prevedendo la fornitura di acqua di rubinetto più pulita, norme aggiornate in materia di qualità dell'acqua e il contrasto degli inquinanti che destano preoccupazione, come gli interferenti endocrini e le microplastiche».
Inviando la lettera di costituzione in mora al governo Meloni, la Commissione Ue ricorda che gli Stati membri erano tenuti recepire la direttiva sull’acqua potabile nel diritto nazionale e a conformarsi alle sue disposizioni entro il 12 gennaio del 2023.
L’Italia ha avuto tempo tutto il 2021 e tutto il 2022 per farlo, ma ciò non è avvenuto. Da Bruxelles segnalano che vi sono ancora diverse carenze nel recepimento di questa direttiva da parte dell’Italia, tra cui la limitazione della portata della valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di determinati obblighi, la mancanza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, la limitazione delle deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile, nonché la mancanza di un valore guida per gestire la presenza di metaboliti non rilevanti dei pesticidi nell'acqua potabile.
È per tutti questi motivi che la Commissione europea ha deciso di procedere all’invio della lettera di costituzione in mora all’Italia, che dispone ora di 2 mesi per rispondere e rimediare alle carenze segnalate da Bruxelles. Trascorso questo periodo di tempo senza che il governo italiano fornisca una risposta soddisfacente, l’esecutivo comunitario potrà decidere di emettere un parere motivato.
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