“Se non ne hai voglia ti violento”: condannato a oltre 6 anni per aver stuprato la convivente

Genova. Una violenza brutale di fronte al “no” di quella che era allora la sua compagna convivente in un rapporto che si stava da tempo deteriorando e che è finito proprio il giorno dello stupro. Per questo un uomo di 46 anni, di nazionalità sudamericana, è stato condannato in appello a 6 anni e 3 mesi di carcere.
I fatti risalgono a due anni fa. La vittima che all’epoca aveva 28 anni, stava stirando degli indumenti quando lui l’aveva presa e violentata facendole sbattere più volte la testa contro la testiera del letto, l’aveva picchiata e costretta a subire violenza. Glielo aveva detto senza mezzi termini quando era rientrato a casa: “Se non ne hai voglia questa volta ti violento”. E così aveva fatto.
Già in precedenza, per gelosia, per due volte l’aveva tenuta chiusa in casa tanto che il datore di lavoro della ragazza si era preoccupato. Dopo il violento stupro, la ragazza era uscita di casa in lacrime e si era recata immediatamente a denunciarlo nella caserma di carabinieri più vicina. Poi si era rivolta, su consiglio dei militari dell’Arma, al centro antiviolenza Mascherona che l’ha assistita psicologicamente e legalmente, con l’avvocata Nadia Calafato.
Per l’uomo, difeso dall’avvocata Giulia Polese, era scattato immediato il divieto di avvicinamento con il braccialetto elettronico. L’uomo era stata condannato in primo grado a sei anni e sei mesi, pena lievemente ridotta in appello
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