Passione Van Dyck: inseguendo il genio dalle Fiandre a Genova

Mar 30, 2026 - 19:00
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Passione Van Dyck: inseguendo il genio dalle Fiandre a Genova
foto da ufficio stampa
Al Palazzo Ducale di Genova arriva la grande mostra dedicata a Van Dyck ed ecco che la primavera diventa un’ottima occasione per andare a visitarla, concedendosi una gita nella città della Lanterna, ma anche per scoprire le sue Fiandre in viaggio.

Van Dyck l’Europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a Genova e Londra, aperta dal 19 marzo scorso, è la più grande mostra del nostro secolo dedicata all’opera di uno degli artisti più iconici della storia dell’arte internazionale e tra i più amati dal grande pubblico.

Curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, la mostra ripercorre l’intero arco della carriera di un artista di talento eccezionale. Il percorso si sviluppa come il viaggio intrapreso da Van Dyck dalla sua patria, le Fiandre, fino alla corte di Carlo I re d’Inghilterra, attraverso numerosi spostamenti e, soprattutto, dopo un lungo soggiorno in Italia, durato ben sei anni. La sua è una carriera di incredibile successo, che lo porta a essere il ritrattista più rinomato d’Europa, stroncata dalla morte prematura, a soli 42 anni.

Van Dyck fu un pittore europeo, nel senso letterale del termine: a Palazzo Ducale saranno esposte opere dell’importante periodo italiano tra il 1621 e il 1627, in cui Genova ebbe un ruolo centrale, ma anche numerose opere eseguite nei diversi momenti della carriera e nei suoi vari spostamenti. La parabola artistica del pittore corre sul filo della storia anche economica e politica dell’Europa. Van Dyck fu in grado di scavalcare i secoli e incontrare il gusto, per contenuti e tecnica pittorica, di diversi contesti sociali e di molte epoche storiche. L’artista riuscì a mettere a sistema una serie di soluzioni e di sensibilità provenienti da vari ambienti e, nello stesso tempo, a tradurle in formule innovative.

L’eccezionalità della mostra si deve all’importante numero di opere di Van Dyck (60 in dieci sezioni tematiche), concesse in prestito dai più grandi e autorevoli musei d’Europa, tra cui il Louvre di Parigi, il Prado e il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid e la National Gallery di Londra, e italiani, tra cui la Galleria degli Uffizi, la Pinacoteca di Brera di Milano, i Musei Reali di Torino, la Galleria Nazionale di Parma oltre che da prestigiose fondazioni e collezioni internazionali, quali la belga Phoebus e la portoghese Gaudium Magnum.

Il percorso espositivo non segue una rigorosa sequenza cronologica: le opere, distribuite nelle dodici sale, sono accostate per temi e ambiti della sua attività, così da stimolare un confronto diretto tra la maniera del Van Dyck giovane nella terra d’origine, quella del periodo italiano e quella della maturità inglese. Il confronto coinvolge anche opere con soggetti analoghi: sarà infatti possibile, ad esempio, accostare il ritratto di una dama genovese a quello di una dama di Anversa o di Bruxelles e a quello di una dama inglese.

Non ci sarà, però, soltanto il Van Dyck ritrattista, attività che lo ha reso celebre e che certo verrà rappresentata con opere di ogni stagione della sua attività, da Anversa, all’Italia, all’Inghilterra. Il visitatore scoprirà, forse per la prima volta, il Van Dyck delle opere sacre: un mix di teatro e pathos, religione e sentimento. Forse il capitolo meno conosciuto e meno studiato della sua arte e soprattutto quasi mai presentato in Italia con un numero di opere così consistente: tra le opere che giungono a Palazzo Ducale il Matrimonio mistico di Santa Caterina proveniente dal Prado di Madrid, o il San Sebastiano della National Gallery di Edimburgo, ma anche alcuni inediti, come l’Ecce Homo di collezione privata europea. E inoltre, eccezionalmente staccata dall’altare della piccola chiesa di San Michele di Pagana (Rapallo) per essere finalmente ammirata da un pubblico internazionale, sarà esposta a Palazzo Ducale, a conclusione della mostra, l’unica pala a destinazione pubblica che Van Dyck esegue per la Liguria: una monumentale Crocifissione di grande intensità.

Ad accogliere i visitatori all’inizio del percorso è invece uno degli highlight della mostra: il primo autoritratto conosciuto del pittore, eseguito quando Van Dyck era ragazzino, all’incirca quindicenne. L’opera è in prestito dall’Accademia di Belle Arti di Vienna.

Tra gli altri prestiti eccezionali, il Ritratto di Carlo V a cavallo dagli Uffizi di Firenze, il ritratto di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo dalla National Gallery di Londra, il Sansone e Dalila della Dulwich Picture Gallery di Londra. Dal Louvre arriva il Ritratto dei Principi Palatini, mentre di grande impatto sono uno studio per la figura di San Gerolamo con un vecchio dipinto a grandezza naturale della Phoebus Foundation e Le tre età dell’uomo come Vanitas conservato al Museo civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

Genova con le sue collezioni civiche avrà un ruolo rilevante nell’accogliere i tanti visitatori da fuori città, ma anche i genovesi, grazie a un percorso di valorizzazione dei dipinti di Van Dyck e dei suoi contemporanei nordici allestiti negli spazi dei Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso e Palazzo Bianco) e dei Musei Nazionali di Genova Palazzo Reale, Palazzo Spinola. L’incanto e lo stupore della mostra di Palazzo Ducale potranno proseguire infatti grazie alla segnalazione di itinerari a Genova, città dove Van Dyck risiedette a lungo e dove ha lasciato segni tangibili della sua presenza.

foto da ufficio stampa

In viaggio nella terra natale fiamminga

Visit Flanders, l’ente di promozione turistica delle Fiandre, è partner della mostra e invita i visitatori a scoprire l’eredità di questo artista barocco attraverso un viaggio nella regione che gli ha dato i natali. Tra musei, chiese e dimore storiche, è qui che le sue opere dialogano ancora con gli ambienti per i quali furono concepite, trasformando le città d’arte fiamminghe in un percorso che racconta l’origine e l’evoluzione del suo talento.

Ad Anversa, città natale di Van Dyck, si entra in contatto con gli anni della sua formazione giovanile. La precoce abilità dell’artista nel rendere il dramma e la spiritualità con intensità e dinamismo è visibile nel Cristo che porta la croce custodito nella chiesa di San Paolo. Il Kmska – Museo Reale di Belle Arti, punto di riferimento della città, permette, invece, di studiare l’evoluzione del suo stile attraverso 17 opere in cui l’eleganza dei ritratti si intreccia con la vivacità dei dettagli architettonici e dei tessuti, definendo il linguaggio che avrebbe segnato la storia della ritrattistica europea del Seicento. Non ultimo, da Anversa proviene uno dei capolavori in mostra a Genova: l’Autoritratto (1616-1617) della Rubenshuis, casa museo – attualmente in restauro – dedicata a Peter Paul Rubens, un altro Maestro Fiammingo che, come Van Dyck, ebbe un legame indissolubile con Genova.

Per un approfondimento della sua arte sacra, le tracce di Van Dyck conducono ad altre tre città delle Fiandre dove incontrare capolavori che mostrano la varietà della sua produzione. A Mechelen, nella maestosa Cattedrale di San Rombaldo, un prezioso Cristo sulla Croce coinvolge il visitatore con la sua intensità drammatica, mostrando il tocco personale di Van Dyck nella rappresentazione della sofferenza. Nell’Adorazione dei Pastori, conservata nella chiesa di Nostra Signora a Dendermonde, intimità e grandiosità si fondono, guidando lo sguardo tra luci e ombre e rendendo la scena vivida e vibrante. Nella chiesa di San Michele a Gent, infine, un altro Cristo sulla Croce cattura l’attenzione con la semplicità della composizione e il contrasto tra il cielo scuro, il pallore di Cristo e il colore acceso del resto della rappresentazione, rendendo palpabile la tensione spirituale della scena.

A Bruxelles, i Musei Reali di Belle Arti raccontano la ricchezza del suo stile attraverso ritratti e opere sacre, mentre nei musei cittadini di Bruges e Gent, ovvero al Groeninge e al MSK-Museo di Belle Arti, emerge la capacità di combinare eleganza, dramma e sensibilità per luce e spazio.

Oltre Van Dyck: il patrimonio artistico delle Fiandre

Seguire le tracce di Van Dyck nelle Fiandre significa anche entrare in contatto con un territorio che ha dato vita ad alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte europea. Ad Anversa, le opere monumentali di Peter Paul Rubens dominano la scena barocca, dalla Deposizione dalla Croce nella Cattedrale di Nostra Signora alla casa-studio dell’artista, oggi museo.
A Gent, la Cattedrale di San Bavone conserva uno dei capolavori più celebri della pittura occidentale: il Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli Jan e Hubert van Eyck, opera simbolo della rivoluzione pittorica fiamminga del Quattrocento. Nei musei e nelle chiese della regione si incontrano anche le grandi e festose composizioni di Jacob Jordaens, mentre la modernità trova una delle sue espressioni più originali a Ostenda, dove il Mu.ZEE celebra l’immaginario visivo di James Ensor, con le sue celebri maschere grottesche e le figure surreali che anticipano molte sperimentazioni del Novecento, lasciando un’impronta indelebile sull’arte moderna e contemporanea.

Le foto pubblicate sono state inviate dagli uffici stampa.

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