Petrolio accentua cali, fari su effettiva ripresa traffici a Hormuz

Aprile 8, 2026 - 17:30
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Petrolio accentua cali, fari su effettiva ripresa traffici a Hormuz

Roma, 8 apr. (askanews) – Si accentuano ulteriormente i collassi dei prezzi del petrolio, innescati dalla tregua tra Stati Uniti e Iran che prevede anche uno sblocco dei traffici marittimi nello stretto di Hormuz. A metà giornata il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cala del 14,56% a 93,36 dollari. Negli scambi dell’afterhours, il West Texas Intermediate cade del 16,65% a 94,14 dollari.

Al di là della correzione ribassista immediata, ora i fari degli operatori sono puntati sulle petroliere nel Golfo, in attesa che la tregua e il contestuale impegno a sbloccare Hormuz porti a risultati concreti. Secondo il Financial Times nell’area sono ammassati 175 milioni di barili tra greggio e prodotti raffinati. Gli analisti ora cercheranno di capire se i convogli saranno in grado di transitare effettivamente nello stretto, posto che una ripresa dei traffici verso la normalità richiederà tempo.

Fino a quando dalle autorità di entrambe le parti non arriveranno indicazioni precise che consentano di transitare in sicurezza nello stretto, difficilmente gli armatori manderanno navi e petroliere ad avventurarsi nel passaggio. “La maggior parte degli armatori stanno esaminando la situazione e aspettando notizie da Usa e Iran”, afferma Jacob Larsen di Bimcoo, associazione internazionale del settore.

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