Pvh, turnover sopra le attese nel quarto trimestre (+6%) ma calano i profitti

Aprile 2, 2026 - 01:30
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Pvh, turnover sopra le attese nel quarto trimestre (+6%) ma calano i profitti
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Si è chiuso in aumento del 3%, a quasi 9 miliardi di dollari (circa 7,7 miliardi di euro), il 2025 di Pvh. Positiva la performance del quarto e ultimo trimestre, in cui il gruppo a stelle e strisce a cui fanno capo Calvin Klein e Tommy Hilfiger è cresciuto del 6% a 2,5 miliardi di dollari, lievemente al di sopra delle attese del player.

Guardando ai brand del portafoglio, nei dodici mesi Calvin Klein ha sfiorato i 4 miliardi di dollari (+3%), mentre Tommy Hilfiger si è attestato – confermandosi primo brand del gruppo – a 4,7 miliardi, in rialzo del 4 per cento. Nel quarter finale, i due marchi sono cresciuti rispettivamente del 3% e del 7 per cento. Mettendo invece una lente sulle aree geografiche, tutte sono risultate in crescita: l’Emea è avanzata del 5%, le Americhe del 6% e l’area Apac del 4 per cento. Nel quarto trimestre, i tre blocchi sono cresciuti rispettivamente dell’8%, del 4% e flat.

Sul fronte della marginalità, il gruppo ha totalizzato profitti annuali per 25 milioni di dollari, ma nel quarto trimestre ha registrato una perdita pari a 158 milioni rispetto all’utile di 157,2 milioni di dollari di una anno prima. Un forte calo riconducibile a oneri fiscali – pari a quasi 400 milioni di dollari – legati all’avviamento e alle svalutazioni registrate all’inizio dell’anno.

Nel pieno del suo piano strategico di potenziamento dell’azienda, l’amministratore delegato Stefan Larsson ha così commentato i risultati finanziari: “Abbiamo ottenuto un quarto trimestre e una conclusione d’anno molto solidi, grazie alla forza dei nostri due marchi globali, e all’esecuzione disciplinata del nostro piano Pvh+”. E ancora: “Guardando al futuro, sebbene l’attuale ambiente macroeconomico rimanga incerto, continuiamo a concentrarci sul rafforzamento della nostra rilevanza per il consumatore, sull’impatto dei nostri prodotti più forti e sull’attivazione di campagne globali che siano di grande impatto”.

Proprio a proposito del futuro a breve termine, Pvh si mostra però cauto e delinea un 2026 con ricavi in “leggero aumento o stabilità rispetto al 2025”. Il margine operativo è previsto intorno all’8,8% ed è atteso anche un impatto netto negativo derivante di dazi sui beni in entrata negli Stati Uniti.

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Redazione Redazione Eventi e News