Riscoprire Pinocchio alla Casa Italiana Zerilli-Marimò
C’è una linea che collega la tradizione teatrale italiana alla sua capacità di raccontarsi nel mondo, ed è quella del teatro popolare, fatto di maschere, burattini e narrazione orale. Si collega a questa tradizione il terzo appuntamento della serie “On the Italian Stage”, in programma il 25 marzo 2026 alle 17:00 in formato digitale, all’interno della Zoom Lecture Series ospitata da Casa Italiana Zerilli-Marimò. Il ciclo, ideato e condotto da Laura Caparrotti, direttrice artistica della Kairos Italy Theater di New York, è pensato per analizzare in chiave storica e culturale il ruolo del teatro italiano nella formazione dell’identità nazionale e nella sua diffusione internazionale.
L’incontro, intitolato “Pinocchio Is Born”, si concentra su uno dei personaggi più importanti e celebri della cultura italiana: Pinocchio, protagonista del romanzo pubblicato a puntate tra il 1881 e il 1883 da Carlo Collodi, pseudonimo del giornalista fiorentino Carlo Lorenzini. L’evento celebra anche un doppio anniversario simbolico: i 200 anni dalla nascita di Collodi e i 100 anni dalla nascita di Dario Fo, attore, autore e premio Nobel per la Letteratura nel 1997, che ha costruito gran parte della sua ricerca teatrale proprio sulla riscoperta delle forme popolari e giullaresche.
Il focus dell’incontro non è tanto il personaggio in sé, quanto il contesto teatrale da cui nasce. Collodi scrive Pinocchio in un’Italia da poco unificata, dove il teatro dei burattini rappresentava una delle forme di intrattenimento più diffuse, soprattutto tra le classi popolari. Figure come Arlecchino, Pulcinella e le maschere della commedia dell’arte avevano già codificato un linguaggio scenico fatto di gestualità, improvvisazione e satira sociale. Pinocchio fa parte di questa tradizione, ma ne amplia la portata: da burattino da palcoscenico diventa personaggio letterario, e da lì icona globale, tradotta in oltre 250 lingue e adattata in numerosi contesti teatrali e cinematografici, dal film animato della Disney del 1940 fino alle versioni più recenti, come quella diretta da Matteo Garrone nel 2019.
L’approccio della lecture, come nelle precedenti tappe del ciclo, punta a ricostruire il legame tra teatro e società. Il teatro dei burattini non era solo intrattenimento, ma anche uno strumento di commento politico e sociale, spesso capace di aggirare la censura attraverso il linguaggio allegorico. In questo senso, il confronto implicito con Dario Fo è quasi naturale: le sue opere, da “Mistero Buffo” a “Morte accidentale di un anarchico”, hanno recuperato proprio quella tradizione per raccontare le contraddizioni contemporanee.
La partecipazione all’evento è gratuita, ma richiede registrazione obbligatoria.
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