Sergio Volpi: "Mi voleva il Real Madrid. Che schifo a Piacenza, ragazzini che vendevano le partite"

Aprile 8, 2026 - 13:00
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Sergio Volpi: "Mi voleva il Real Madrid. Che schifo a Piacenza, ragazzini che vendevano le partite"

L'ex centrocampista della Sampdoria racconta la sua carriera

Sergio Volpi, ex centrocampista classe 1974, una carriera legata soprattutto alla Sampdoria (229 presenze), si racconta in un'intervista alla Gazzetta dello Sport.


Su Zamparini (che ha avuto come presidente al Venezia). ​

"Era un vulcano. Sbagliavi due partite ed eri a casa. Pensi che una volta perdevamo in casa con l’Empoli, lui all’intervallo entrò e ribaltò lo spogliatoio: urla, insulti, di tutto. Poi nel secondo tempo la ribaltammo e lui era il più felice del mondo. Giusto per farle capire quanto era facile che cambiasse umore…".


Su Spalletti:

​"Luciano era un allenatore con delle grandi idee, le stesse che tutta Italia ha imparato ad ammirare con il tempo. Noi, però, eravamo una squadra che doveva salvarsi e non riuscimmo probabilmente ad apprenderle. Anche lui non era sereno, ricordo un paio di volte in cui perse la calma. Fu esonerato, poi richiamato e poi di nuovo esonerato. Eravamo un gruppo pieno di stranieri, c’era tanta confusione e lui non riuscì a farsi capire".


L'interesse del Real Madrid:

"A Madrid Sacchi faceva il consulente e stravedeva per me. Era il 2005, il Real cercava un mediano e Arrigo aveva fatto il mio nome. Quando mi chiamò il mio agente, Tullio Tinti, quasi lo mandai a quel paese tanto che non ci credevo. Ma quando ho capito che era tutto vero gli ho risposto che sarei andato pure a piedi. Ovviamente. Invece, poi loro presero Gravesen e non se ne fece nulla. Ma nessun dramma, io alla Samp stavo davvero bene".


Su Mazzarri:

"Non aver chiuso la carriera alla Samp è il rimpianto più grande che ho. Con Mazzarri non ci siamo trovati, probabilmente per colpa di entrambi. Ma sono rimasto deluso dal fatto che lui non mi abbia mai parlato. Avrebbe potuto prendermi da parte e spiegarmi perché non mi voleva. È una ferita che un po’ fa ancora male".


Piacenza, pagina da dimenticare:

​"Ho smesso per il calcioscommesse. Retrocedemmo in C perché alcuni nostri giocatori si vendevano le partite. Gervasoni, Mario Cassano e altri. Una roba folle, io non ci volevo credere e mi spiace non essermi mai accorto di nulla. Mi sono sentito preso da un gruppo di ragazzini dopo vent’anni di carriera. È una vicenda che mi fa schifo. Non ho mai più parlato con loro e non ci tengo, sono persone con valori e idee lontanissime dalle mie".


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Redazione Redazione Eventi e News