Stadio di Varese, Rosati: “Ho chiesto una risposta al Comune entro aprile per programmare il futuro”

Il futuro del calcio a Varese passa inevitabilmente dal cemento e dai gradoni del “Franco Ossola”. Antonio Rosati, patron del Varese Football Club, ha fatto il punto sulla complessa partita legata alla ristrutturazione dello stadio di Masnago, un’opera che il club considera la pietra angolare per qualsiasi ambizione di ritorno nel professionismo. Durante l’appuntamento con “La Materia del Giorno”, Rosati ha tracciato la rotta per i prossimi mesi, fissando una scadenza psicologica e tecnica: la fine di aprile.
«Ho chiesto all’amministrazione comunale – ha spiegato il patron biancorosso – la cortesia di avere, entro fine aprile, un’idea di massima sullo sbocco di questo progetto. È una necessità sportiva: per allestire una squadra capace di vincere e fare il salto di categoria, devo avere certezze sulle infrastrutture. Non possiamo pensare di andare a giocare altrove per costi e immagine».
Il progetto e il dialogo con Palazzo Estense
La proposta, presentata ufficialmente nel novembre 2023 insieme al partner Aurora Immobiliare, segue i binari della “Legge Stadi”, che permette ai privati di riqualificare strutture pubbliche. Nonostante i tempi burocratici si siano allungati, Rosati si dice rassicurato dai continui contatti con il sindaco e i tecnici comunali. Il progetto dello stadio è infatti inserito nel più ampio piano del comparto sportivo di Masnago che il Comune sta definendo nel nuovo PGT.
«Mi è stato assicurato che il tempo che sembra perso oggi verrà recuperato una volta che il piano generale sarà approvato» ha sottolineato Rosati. «Da cittadino, vedo una struttura che cade a pezzi; dall’altra parte c’è la possibilità di sistemare tutto con soldi privati. Sarebbe una pazzia se questa cosa non partisse velocemente».
L’esperienza delle Bustecche e il nodo Viggiù
Per Rosati, la garanzia della serietà del club sta in quanto già realizzato al centro sportivo delle Bustecche, recuperato dall’abbandono con investimenti diretti della società. «Alle Bustecche abbiamo dimostrato di saper fare le cose bene – ha aggiunto il patron – e stiamo lavorando anche per un ulteriore intervento sul centro che sveleremo se tutto andrà a buon fine».
Ma lo sguardo del Varese si allarga anche fuori dai confini cittadini. Sono infatti in corso sopralluoghi tecnici per il centro sportivo di Viggiù. «Abbiamo già presentato una lettera d’intenti al Comune – ha confermato Rosati – le idee sono chiare e i tecnici stanno lavorando a quattro mani. Anche in questo caso, contiamo di definire i dettagli entro Pasqua per programmare i campus e lo sviluppo della prossima stagione».
Un appello alla città e ai tifosi
In vista dell’anniversario della fondazione del club, il prossimo 22 marzo, Rosati ha voluto lanciare un messaggio di unità e pazienza, rivolgendosi sia alla piazza che alle istituzioni. Il ritorno nel calcio che conta viene visto non solo come un traguardo sportivo, ma come un volano economico e d’immagine per tutta Varese.
«Il club è un patrimonio di tutti» ha concluso Rosati. «Un Varese nel professionismo con uno stadio nuovo porta giovamento alla città, lo abbiamo già visto in passato. Credo che nessuno possa prendersi la responsabilità morale di mettersi di traverso e impedire a questa palla di andare in buca».
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