Trump furioso con Anthropic, il gigante dell’intelligenza artificiale nella lista nera

«Sto ordinando a tutte le agenzie federali del governo degli Stati Uniti di cessare immediatamente ogni utilizzo della tecnologia di Anthropic». A poco più di due ore dall’ultimatum posto dal ministro della guerra Pete Hegseth all’azienda principe dell’intelligenza artificiale, Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth la decisione, irrompendo come un elefante in una cristalleria in una delle contese più delicate e paradigmatiche del suo modo di intendere l’essere presidente degli Stati Uniti.
La scelta di inserire la startup in una sorta di lista nera governativa non giunge inaspettata, e riguarda più la sfera della sicurezza nazionale che quella dell’IA in quanto tale. Il ceo di Anthropic, Dario Amodei, aveva già annunciato il suo no: «Le minacce non cambiano la nostra posizione: non possiamo in buona coscienza cedere alle richieste del governo». Cioè, ad acconsentire all’uso senza restrizioni della tecnologia di Anthropic.
La questione era deflagrata in seguito all’indiscrezione secondo cui il Pentagono avesse usato Claude, il modello di intelligenza artificiale sviluppato da Amodei e soci, nella cattura di Nicolás Maduro. Il blitz aveva causato oltre ottanta vittime e questo viola alla radice la missione aziendale di Anthropic, nata per volontà di un gruppo di transfughi da OpenAI già allora preoccupati dei pericoli che l’intelligenza artificiale avrebbe posto in materia di sicurezza. Con il passare del tempo – e soprattutto negli ultimi convulsi giorni di mediazione – pur convinti che lo sviluppo dell’IA libero da vincoli e da “guardrail” etici potrebbe aprire scenari oggi inimmaginabili, i dirigenti di Anthropic hanno ammorbidito le loro posizioni, rimanendo fermi su due punti: no all’uso di Claude per la sorveglianza domestica di massa e no allo sviluppo di armi in grado di colpire senza l’intervento umano.
La posta in gioco è di non poca rilevanza, la minaccia di Hegseth (e adesso l’ordine di Trump) è di dichiarare Anthropic un «rischio per la catena di approvvigionamento»: una sanzione estrema, finora riservata solo ad aziende straniere del calibro della cinese Huawei. Come conseguenza di ciò il contratto da duecento milioni di dollari con Anthropic viene rescisso e, in aggiunta, viene fatto divieto alle aziende che hanno rapporti con il governo di utilizzare Claude.
Un guaio un po’ per tutti, si stima che Claude sia utilizzato da otto su dieci grandi aziende americane. Il modello di IA di Anthropic soprattutto è l’unico utilizzato nei sistemi classificati dell’esercito, anche se pochi giorni fa xAI di Elon Musk ha firmato un’intesa per consentire all’esercito l’uso di Grok. Gli esperti ritengono improbabile che quest’ultimo possa sostituire in maniera efficace la tecnologia di Anthropic, società che due anni fa era ancora semisconosciuta e che oggi è ritenuta in vantaggio persino su OpenAI. Senza trascurare la posizione a dir poco ondivaga di quest’ultima: a parole solidale con Anthropic, nei fatti subito pronta a sostituirla nella supply chain governativa.
Ecco perché Hegseth (secondo un’indiscrezione del sito Axios) dopo aver minacciato tuoni e fulmini, aver definito la startup californiana «woke» e prigioniera di «vincoli ideologici», stava ancora negoziando quando l’elefante Trump è entrato nel negozio con il suo post su Truth, e frasi come questa: «I pazzi di sinistra di Anthropic hanno commesso un errore disastroso nel tentativo di usare la forza contro il Dipartimento della Guerra e costringerlo a obbedire ai loro termini di servizio invece che alla nostra Costituzione»
Adesso? Il Pentagono avrà bisogno di almeno sei mesi per adottare soluzioni alternative e Anthropic dovrà decidere se contestare in tribunale la rescissione del contratto o adeguarsi. Dario Amodei nella prima intervista rilasciata dopo il “ban” è parso fermo sulle proprie posizioni: «Tutto ciò che abbiamo fatto è stato per il bene di questo Paese. Essere in disaccordo con il governo è la cosa più americana del mondo». Nel frattempo, centinaia di dipendenti di Google e OpenAI hanno firmato una petizione in cui chiedono alle loro aziende di adottare posizioni simili sulla sicurezza.
Sam Altman, ceo di OpenAI e storico avversario di Amodei, ai microfoni di Cnbc ha dichiarato a caldo che «nonostante tutte le differenze tra noi e Anthropic, ho grande fiducia in loro come azienda e penso che abbiano davvero a cuore la sicurezza», per poi nel corso della stessa giornata raggiungere un accordo per fornire al Dipartimento della Guerra la sua intelligenza artificiale (cioè, ChatGPT) e “per qualsiasi scopo lecito”. Altman si è detto convinto di aver trovato il modo per garantire che ChatGPT non venga utilizzato dai militari violando i principi di sicurezza che OpenAI si è data, tra i quali «il divieto di sorveglianza di massa a livello nazionale e la responsabilità umana nell’uso della forza anche per i sistemi d’arma autonomi». Gli stessi, in teoria e inspiegabilmente, che sono costati ad Anthropic la messa al bando.
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