Ungheria e Slovacchia propongono alla Commissione UE un’ispezione all’oleodotto Druzhba in Ucraina

Febbraio 28, 2026 - 14:00
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Ungheria e Slovacchia propongono alla Commissione UE un’ispezione all’oleodotto Druzhba in Ucraina

Bruxelles – Robert Fico e Viktor Orbán, premier di Slovacchia e Ungheria, puntano i piedi sullo stop delle forniture di petrolio attraverso l’Ucraina. I due, che stanno tenendo in stallo l’approvazione del maxi-prestito da 90 miliardi di euro a Kiev, hanno annunciato l’istituzione di una commissione d’inchiesta per chiarire le condizioni dell’oleodotto Druzhba e proposto alla Commissione europea di partecipare a un’ispezione congiunta. “L’Ungheria accetterà i risultati di tale missione”, ha promesso Orbán in una lettera al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

L’oleodotto di epoca sovietica pompa greggio russo, attraverso l’Ucraina, nei due Paesi membri che godono ancora dell’esenzione al divieto di importazione imposto dalla Commissione europea. Ma il 27 gennaio una stazione di pompaggio è stata danneggiata da un bombardamento russo e l’Ucraina ne ha interrotto il flusso. Budapest ha esplicitamente accusato Kiev di aver preso una “decisione politica”, Bratislava sostiene di essere in possesso di informazioni “secondo cui l’oleodotto è funzionante dal punto di vista tecnico”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha chiesto pochi giorni fa a Volodymyr Zelensky di accelerare le riparazioni, mostrandosi al contempo sicura che “in un modo o nell’altro” il sostegno promesso a Kiev per il biennio 2026-2027, già concordato al Consiglio europeo di dicembre, arriverà entro aprile, quando le casse del Paese saranno ormai vuote. L’Ucraina non ha dato indicazioni sulle tempistiche delle riparazioni, ma ha sottolineato la difficoltà nel condurre tali lavori sotto la minaccia costante di ulteriori attacchi russi.

Il timore, a Bruxelles, è che Orbán possa proseguire nel suo ricatto, ed utilizzare la questione della sicurezza energetica – già lo sta facendo – come cavallo di battaglia della campagna elettorale in corso (l’Ungheria voterà per il rinnovo del Parlamento il 12 aprile, e gli ultimi sondaggi danno Orbán staccato di venti punti percentuali rispetto a Peter Magyar, leader dell’opposizione e attuale eurodeputato del Partito popolare europeo).

Ma il tono conciliante che il premier magiaro ha utilizzato nella lettera a Costa e la volontà di accettare le conclusioni di un’eventuale ispezione all’oleodotto ucraino sono “un passo positivo”, ha affermato la Commissione europea. “Sono pienamente consapevole delle difficoltà politiche create dal ritardo nell’attuazione delle conclusioni del Consiglio europeo sul sostegno finanziario all’Ucraina. La mia iniziativa mira anche a facilitare la risoluzione tempestiva di tale questione”, ha scritto Orbán al presidente del Consiglio europeo.

Fico ha proposto di “istituire un gruppo di ispezione congiunto – Slovacchia, Ungheria e Commissione europea – per verificare sul posto quale sia la verità”. Orbán, in un post su X, ha invitato Zelensky “a consentire l’accesso agli ispettori ungheresi e slovacchi e riavviare immediatamente l’oleodotto”. Fico ha affermato che ne parlerà già oggi direttamente con il presidente ucraino.

Per ora, non è chiaro né il formato di questa missione, né quando avrà luogo. “Siamo ora in contatto con le autorità ucraine su questa questione e continuiamo a lavorare con i nostri Stati membri per garantire la sicurezza delle forniture”, ha spiegato la portavoce della Commissione europea per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen. Nessun commento invece sulla possibilità che Bruxelles invii propri esperti a partecipare alla missione annunciata da Ungheria e Slovacchia.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia