5 marzo 1977, la terribile tragedia di Tom Pryce e Frederik Jansen van Vuuren
Per la stagione di Formula 1 del 1977 Thomas Maldwyn Pryce, per tutti ‘Tom’, rimase alla Shadow anche se pochi mesi prima sembrava potesse cambiare squadra. Il gallese classe 1949 era il pilota di punta del team, che come seconda guida ingaggiò Renzo Zorzi, trentino di Ziano di Fiemme. La Shadow di quell’anno non era una vettura di vertice, ma Pryce mostrò il suo talento nella gara inaugurale in Argentina, prima di ritirarsi dal gruppo di testa a causa di un guasto al cambio. Il britannico corse in seconda posizione durante il Gran Premio del Brasile, ma fu nuovamente costretto al ritiro, questa volta per la rottura del motore.
Poi arrivò il Gran Premio del Sudafrica a Kyalami. Pryce fece segnare il miglior tempo nella sessione di prove del mercoledì, ma si qualificò solo quindicesimo. Allo spegnersi dei semafori, Pryce ebbe una pessima partenza e dopo il primo giro era ultimo, ma iniziò a rimontare nel gruppo. Al 18esimo giro era risalito dalla 22esima alla 13esima posizione. Tuttavia, al 22esimo giro si verificò uno degli incidenti più terribili nella storia della Formula 1.
Il compagno di squadra di Pryce, Zorzi, si fermò sul lato sinistro del rettilineo principale, poco dopo il dosso della linea di partenza-arrivo, a causa di un guasto al motore. La Shadow prese fuoco e due commissari sull’altro lato della pista scavalcarono il muretto dei box con degli estintori per spegnere quello che sembrava un incendio di lieve entità. Proprio mentre i due iniziarono a correre attraverso la pista, Hans-Joachim Stuck e Tom Pryce uscirono velocissimi dall’ultima curva, chiamata “The Kink”, iniziando la salita cieca verso il rettilineo principale.
Stuck evitò il primo commissario per pochi millimetri e sterzò a destra per evitare il secondo. Pryce lo seguiva così da vicino che non ebbe il tempo di reagire quando la vettura di Stuck si spostò verso destra. La Shadow di Pryce colpì frontalmente il commissario diciannovenne Frederik Jansen van Vuuren a circa 270 chilometri orari. Il corpo di Van Vuuren fu scaraventato in aria e venne letteralmente ridotto a brandelli, mentre l’estintore di 18 chilogrammi lo colpì Pryce in pieno volto. Come Van Vuuren, anche Pryce morì sul colpo. Il casco del pilota fu strappato via dall’impatto con l’estintore, che poi tranciò anche il roll-bar della sua Shadow, i cui frammenti colpirono la Ferrari di Lauda.
La Shadow con Pryce ormai privo di sensi continuò a viaggiare ad alta velocità, con il piede del pilota ancora sull’acceleratore. Strisciò contro le barriere e rimbalzò di nuovo in pista, andando a colpire la Ligier di Jacques Laffite. Le due vetture finirono violentemente contro le barriere. Quando la polvere si posò, solo Laffite uscì dalla propria macchina.
La gara fu vinta da Niki Lauda, al suo primo successo dopo il terribile incidente al Nürburgring del 1976. Inizialmente l’austriaco la definì la più grande vittoria della sua carriera, ma tutta quella gioia svanì quando venne a sapere delle morti del collega e del commissario. Zorzi è scomparso nel 2015, Lauda ci ha lasciati quattro anni più tardi.
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