SPID e CIE: arrivano le deleghe per accedere ai servizi digitali della PA

Mar 14, 2026 - 01:00
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SPID e CIE: arrivano le deleghe per accedere ai servizi digitali della PA

lentepubblica.it

Novità per gli utenti non digitali o per coloro che fanno fatica a approcciare le moderne tecnologie di identità digitale come quelle legate allo SPID e alla CIE: arrivano, infatti, le deleghe per accedere ai servizi digitali delle PA.


Il decreto per stabilire requisiti tecnici e limiti d’uso è allo studio e dovrebbe aver superato l’esame del Garante per la protezione dei dati personali. Questo intervento è parte nella Missione 1, componente 1 del Pnrr ed ha la finalità manifesta di contribuire  all’obiettivo di digitalizzazione della pubblica amministrazione, milestone da completare entro il mese di giugno 2026.

La notizia è proprio l’ok col quale l’autorità garante ha espresso parere favorevole sullo schema Dpcm – decreto del presidente del Consiglio dei ministri – che disciplina la nuova Piattaforma di gestione delle deleghe di accesso ai servizi. Il via libera del Garante viene dall’introduzione di tutele specifiche per il trattamento dei dati personali e per i servizi sanitari più sensibili.

Si configura in questo modo uno strumento che permetterà ai cittadini di autorizzare fino a due persone ad accedere ai servizi online delle pubbliche amministrazioni attraverso SPID o CIE. L’obiettivo è consentire anche a chi non possiede o non riesce a ottenere l’identità digitale di usufruire dei servizi della pubblica amministrazione attraverso un proprio personale delegato.

Ambito di applicazione e limiti

Tramite la Piattaforma, quindi, ogni cittadino iscritto nell’Anagrafe Nazionale della popolazione residente, potrà delegare altri soggetti all’accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, che richiedono identificazione informatica.

Si tratta di una delega personale, che si immagina possa rivolgersi a familiari oppure persone di assoluta fiducia, poiché da questo sistema sono escluse le deleghe professionali e quelle affidate a intermediari abilitati, come CAF o sindacati.

Un regime particolare riguarda, poi, i servizi erogati tramite il Fascicolo sanitario elettronico 2.0, l’Ecosistema dei dati sanitari e la Piattaforma nazionale di telemedicina, considerata la natura particolarmente sensibile dei dati trattati.

Le indicazioni del Garante

Lo schema di decreto rientra nel programma di attuazione del Pnrr e va a disegnare tutte le caratteristiche tecniche della piattaforma, l’architettura e i requisiti di sicurezza. Codificate nella norma anche le procedure, le tipologie di dati e le categorie di interessati che possono accedere.

Un ok quello del Garante con riserva di verifica. Come si legge nella newsletter ufficiale dell’organismo di garanzia viene apprezzato il fatto che la stesura del decreto abbia “tenuto conto delle indicazioni fornite in fase istruttoria dall’Autorità”. Il testo prosegue informando comunque il lettore che “in ogni caso, si è riservata di valutare i trattamenti di dati personali concretamente posti in essere da parte di tutti i soggetti coinvolti, una volta che la Piattaforma sarà entrata a regime”.

Cosa potrà fare il delegato

Ricapitolando le novità Grazie a un nuovo portale per la gestione delle deleghe online, sarà possibile autorizzare fino a due persone all’accesso, al proprio posto, ai servizi digitali della Pa.

Le operazioni a cui avrà accesso chi ha ricevuto la delega saranno:

  • presentare domande o richieste online per l’accesso a benefici, bonus, aiuti previdenziali, bandi, ecc.;
  • gestire le diverse fasi delle istanze presentate;
  • consultare informazioni e documenti personalisui portali della Pa;
  • gestire pratiche amministrative in via digitale.

Per le pratiche a maggiore impatto ‘personale’ con un livello di privacy più elevato e il flusso di numerosi dati sensibili son state immaginate specifiche misure e garanzie.  Un vero e proprio ‘regime speciale’ afferirà per queste motivazioni ai servizi erogati attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (Fse 2.0), l’Ecosistema dei dati sanitari (Eds) e la Piattaforma nazionale telemedicina (Pnt), in considerazione della loro delicatezza.

Da Quando sarà possibile conferire la delega?

L’effettivo avvio del nuovo sistema e il conseguente esercizio della delega sarà tuttavia subordinato all’attivazione di un apposito portale, gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

L’operatività del sistema trova il suo fondamento normativo nelle disposizioni del Dpcm che ne delinea i dettagli tecnici e procedurali. Nella fase di attivazione il delegante sarà chiamato a fornire i dati identificativi del soggetto di fiducia e, soprattutto, a chiarire con precisione l’ambito di utilizzo dell’autorizzazione, a tracciare regole e limiti.

In fase di avvio sarà comunque necessario garantire la sicurezza del sistema. Per questo motivo sia il delegante sia il delegato dovranno essere identificati secondo procedure che assicurino senza dubbio l’autenticità della delega. Gli accessi online, le pratiche inoltrate ed ogni attività svolta dai delegati verranno tracciate e registrate, in modo da garantire trasparenza e responsabilità nell’utilizzo del sistema.

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