Quando Pinocchio entra in Rsa: la lettura ad alta voce come cura all’isolamento

Mar 14, 2026 - 00:00
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Quando Pinocchio entra in Rsa: la lettura ad alta voce come cura all’isolamento

Poco meno di 22mila abitanti e una particolare effervescenza nell’ambito del welfare culturale. Colle di Val d’Elsa, o semplicemente Colle per chi ci vive, è una cittadina arroccata sulle colline a nemmeno 30 km da Siena. In questi giorni ha lanciato un nuovo progetto rivolto agli anziani della Rsa “Bottai”.

Parole in Compagnia” è un’iniziativa promossa dal Comune in collaborazione con la Fondazione territori sociali Altavaldelsa – Ftsa, che ha avviato con successo la fase sperimentale di letture ad alta voce. La prima scelta è caduta sul celeberrimo Pinocchio ed è nata da una chiacchierata con il direttore artistico della candidatura di Colle di Val d’Elsa quale Capitale italiana della cultura per il 2028, Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione “Carlo Collodi” di Pescia.

L’innovazione sta nel fatto che le letture, anziché al tradizionale pubblico di bambini, si rivolgono a venti anziani della Residenza sanitaria assistenziale “Bottai”. Un modo per farli tornare a rivivere gioiosamente alcuni momenti della loro infanzia.

Il progetto, dopo le prime settimane di prova, partirà in maniera sistematica all’inizio di aprile con appuntamenti bisettimanali strutturati, percorsi narrativi a puntate e momenti di dialogo guidato, attraverso albi illustrati e racconti della tradizione italiana. L’obiettivo non è la performance del lettore, bensì la relazione che si crea attraverso la parola condivisa. Pinocchio aiuta a tenere la mente allenata, a farsi compagnia, a curare con la voce e il contatto con l’altro da sé. Il percorso prevede, in una seconda fase, il coinvolgimento delle scuole (attraverso il Pcto) e incontri intergenerazionali che creino un ponte strutturato tra giovani e anziani. Il progetto integra anche una prospettiva di ulteriore sviluppo: la creazione di punti prestito all’interno delle strutture assistenziali, con libri ad alta leggibilità, audiolibri e materiali inclusivi.

Il Comune e quella rete che si sta espandendo nel territorio

«Quando ci siamo candidati a Capitale della cultura, abbiamo avviato una serie di tavoli di coprogettazione per coinvolgere la città e capire quale concezione di cultura avremmo potuto avviare», spiega l’assessore comunale al Welfare culturale, Daniele Tozzi. «Così sono partite iniziative come il “Biglietto sospeso”. E gli utenti del Centro di salute mentale fanno le guide nei musei. Questo progetto di lettura nelle Rsa mette la cultura al servizio del benessere dei cittadini, in questo caso dei più anziani. La vera innovazione sta nel fatto che mettiamo insieme tante pratiche che funzionano da altre parti: noi le applichiamo tutte insieme per far diventare il welfare culturale una struttura pubblica. In un’Italia che affronta la sfida della longevità, “Parole in compagnia” prova a dare una risposta semplice ma potente: le parole possono diventare presidio di cura. Confesso che, quando il sindaco mi ha dato le deleghe di cultura e sociale, ero un po’ perplesso. Poi ho capito che le politiche sociali devono essere legate a quelle culturali. Si parla spesso dei giovani ma ci si dimentica della terza età. Invece dobbiamo ricordarci della memoria storica della città, cioè di chi ci ha permesso di essere quello che siamo».

Daniele Tozzi, assessore alla cultura di Colle Val d’Elsa

Un’iniziativa che non richiede particolari risorse finanziarie. «Noi impieghiamo i volontari della Biblioteca comunale “M. Braccagni”, che già si occupano di altri progetti. Abbiamo iniziato con Pinocchio, poi capiremo quali altri libri leggere», precisa l’assessore Tozzi. Il quale poi sottolinea un altro aspetto fondamentale: «Le iniziative spot vanno bene sino a un certo punto. La cultura, se è letta solo come spettacolo o intrattenimento, è una visione miope. Stiamo lavorando con i musei, portati in gestione diretta comunale, e nel frattempo collaboriamo con le realtà del Terzo settore. La nostra intenzione è di coinvolgere i cinque Comuni della Val d’Elsa e avere una massa critica di 60mila abitanti: siamo sufficientemente piccoli per sperimentare ma allo stesso tempo sufficientemente grandi per avere risorse economiche che ci consentono di coprire i fabbisogni».

La reminiscenza e le reazioni degli anziani della Rsa Bottai

«Abbiamo avviato il ciclo di letture partendo dal principio della reminiscenza», spiega Nicoletta Baracchini, direttrice della Fondazione Ftsa. «Che poi è lo stesso con cui stiamo sperimentando i “Musei Alzheimer”, portando gli anziani con quel genere di patologie e anche i loro familiari a visitare strutture museali che si stanno mettendo in rete, più una serie di laboratori. Attività che sviluppano nell’anziano un clima di serenità e di bellezza, ma anche uno stimolo di reminiscenza».

«Ricordo Nino Manfredi e Gina Lollobrigida nel film di tanti anni fa!», ha esclamato Giuseppe, un ospite della Rsa Bottai, durante la lettura della prima parte di Pinocchio fatta nei giorni scorsi. Gli operatori della Fondazione presto metteranno a disposizione il dvd dello sceneggiato Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, andato in onda per la prima volta nell’aprile 1972.

Nicoletta Baracchini, direttrice della Fondazione Ftsa

«Ci avete fatto trascorrere un pomeriggio senza sbadigli», ha confidato la ultranovantenne Morgana a un volontario. «Questo accade quando porti qualcosa che dà la sensazione di vivere una giornata di festa», commenta Baracchini. «A volte basta un’ora di attività fatta bene: per loro diventa un’intera giornata. «La fisioterapia ci vuole, il farmaco e la ginnastica pure, ma occorrono anche questi stimoli che restituiscono un benessere. Nelle Rsa abbiamo anziani con un’età media di 87 anni, dunque dobbiamo proporre sempre cose nuove».

Una lettura lasciata alla spontaneità, che ha fatto emergere ricordi e commenti degli anziani. «Alla loro età, la memoria lunga è più sviluppata di quella a breve termine. “Parole in compagnia” per il momento coinvolge una parte degli ospiti della Rsa Bottai, che noi abbiamo diviso in gruppi identificati con differenti colori. Il giallo fa questo percorso di lettura, gli altri svolgono altre attività, che poi si invertiranno. Tutti faranno tutto. In fondo, che cos’è la cultura? Poter leggere solo Lev Tolstoj oppure anche Pinocchio? La cultura deve mettersi al servizio del welfare e le persone devono fare un piccolo sforzo per uscire di casa, restare svegli, uscire dall’apatia o dalla depressione».

Un momento della lettura di “Pinocchio” alla Rsa Bottai

«L’idea è quella di portare dentro anche il teatro, ma quello verrà dopo. Abbiamo messo a disposizione un volume prezioso e antico, di proprietà della Biblioteca. Un’ospite della Rsa lo ha riconosciuto. “Ce l’avevo anche io, a casa!”, ci ha rivelato. È un processo che si allarga a macchia d’olio nel territorio, per tutti e dappertutto, a vantaggio soprattutto delle persone più fragili, normalmente escluse dall’accesso a certe manifestazioni. La stessa candidatura di Colle si trascina tutti gli altri Comuni vicini».

Verrà un giorno in cui il medico ci prescriverà una visita al museo, un corso di pittura, una serata a teatro. È uno degli strumenti del welfare culturale che poggia su solide basi scientifiche.
LA BELLEZZA È UN DIRITTO. PRENDIAMOCELA.

Anziani per lo più gravemente non autosufficienti, dunque. «Non solo. In verità, abbiamo alcuni appartamenti di cohousing a Casole d’Elsa e a San Gimignano, nei quali risiedono anziani autonomi e in buone condizioni di salute. Ognuno vive nel proprio appartamento ma poi tutti si ritrovano nei punti comuni», racconta la direttrice della Fondazione. «Molte di quelle persone erano isolate, siamo riuscite a coinvolgerle in una serie di attività. Ciò che accomuna tanti anziani non sono tanto gli acciacchi, è soprattutto la solitudine. E noi facciamo di tutto per allontanarla».

Credits: foto Comune di Colle Val d’Elsa/Fondazione Ftsa

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