Agricoltura e pesca trainano l’export ligure: +50% in cinque anni

Genova. L’export ligure dei prodotti di agricoltura, silvicoltura e pesca cresce e traina l’economia della regione.
Secondo l’analisi dei dati Istat elaborata da Coldiretti Liguria, in occasione dell’uscita del report dell’ultimo quadrimestre del 2025, il valore complessivo delle esportazioni è passato da circa 303 milioni di euro nel 2020 a oltre 450 milioni nel 2025, con una crescita di quasi il 50% in cinque anni.
“Questi numeri dimostrano la forza del nostro sistema agricolo e la capacità delle imprese liguri di conquistare spazi sui mercati internazionali – commenta Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria – Dietro questi risultati ci sono produzioni identitarie e di qualità, dalla floricoltura all’olio extravergine d’oliva, fino ai prodotti ortofrutticoli che rappresentano una parte importante del nostro export”.
Dal punto di vista territoriale emerge una forte concentrazione delle esportazioni nelle province del Ponente. Imperia e Savona rappresentano infatti circa il 95% del valore regionale, con oltre 215 milioni di euro ciascuna nel 2025, mentre Genova e La Spezia mantengono un peso più contenuto. In particolare, il savonese mostra negli ultimi anni una crescita significativa delle vendite all’estero, mentre Imperia conferma un ruolo consolidato grazie soprattutto al comparto florovivaistico.
I mercati esteri
Tra i principali mercati di destinazione dell’export agricolo ligure spiccano alcuni partner europei storici. La Germania si conferma il primo mercato con oltre 108 milioni di euro nel 2025, in forte crescita rispetto ai 63 milioni del 2020. Seguono i Paesi Bassi con quasi 90 milioni di euro e la Francia con oltre 73 milioni.
Importanti anche i flussi verso la Svizzera, che si mantengono stabilmente intorno ai 28 milioni di euro, e verso gli Stati Uniti, che – nonostante i dazi – rappresentano uno sbocco rilevante per le produzioni liguri con circa 29 milioni di euro nel 2025. Diversa la dinamica per altri mercati extraeuropei: la Cina, dopo la forte crescita fino al 2023, registra una brusca riduzione negli ultimi due anni, mentre il Giappone rimane su valori più contenuti ma stabili.
I prodotti più esportati
A trainare le vendite all’estero sono soprattutto alcune eccellenze del territorio: fronde, fiori recisi, piante, olio extravergine d’oliva, prodotti ortofrutticoli e viticoltura. Per quanto riguarda la pesca, l’export ligure riguarda soprattutto gamberi destinati ai mercati del Medio Oriente e tonno rosso richiesto da Paesi come Malta e Giappone.
“Il successo delle esportazioni è legato alla qualità e alla riconoscibilità delle nostre produzioni – aggiungendo Bruno Rivarossa, delegato confederale – Ma per mantenere e rafforzare questi risultati servono politiche di sostegno alle imprese agricole, tutela del reddito degli agricoltori e interventi concreti per affrontare i costi di produzione e gli effetti dei cambiamenti climatici”.
I dati più aggiornati confermano una marcata stagionalità delle esportazioni agricole liguri: valori più elevati nei primi e negli ultimi mesi dell’anno e un rallentamento nel periodo estivo. Nel 2025, tuttavia, si registra una distribuzione più equilibrata delle vendite, con una crescita nel secondo quadrimestre rispetto al 2024.
“L’export rappresenta una leva fondamentale per il futuro dell’agricoltura ligure – concludono Boeri e Rivarossa – ma per continuare a crescere è necessario difendere le nostre produzioni, sostenere le filiere e valorizzare sempre di più il legame tra qualità e territorio”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




