Le interferenze di Valentino by Alessandro Michele sfilano a Palazzo Barberini

Mar 14, 2026 - 01:30
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Le interferenze di Valentino by Alessandro Michele sfilano a Palazzo Barberini
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Durante le fashion week di Milano e Parigi appena concluse la maggior parte degli addetti ai lavori si è sentita estraniata dalla realtà. Mentre gli aggiornamenti sulla guerra in Iran affollavano vecchi e nuovi media, il popolo della moda si spostava da una sfilata all’altra osservando modelle in passerella, content creator sorridenti, star in posa ai photocall. Ieri sera Alessandro Michele ci ha riportati con i piedi per terra dopo averci immerso nel suo universo stilistico personale e inconfondibile.

“Devo lavorare con la guerra, e non è facile – ha ammesso il designer al termine dello show allestito nelle sale di Palazzo Barberini, nel cuore di Roma –. Le cose difficili possono produrre molta bellezza ma mi sento a disagio. Ho scelto un lavoro per privilegiati, è una condizione vagamente surreale. Vivo in questa città, faccio una vita normale e ho un rapporto reale con le cose ma sono un privilegiato e quindi il disagio è quasi moltiplicato, non è facile toccare crêpe de chine che, in qualche parte del mondo, non corrisponde a niente. L’unica cosa che possiamo fare è produrre qualcosa che segni un percorso, per andare, proseguire”.

Improvvisamente ci siamo sentiti tutti assolti, compresi da uno dei (pochi) stilisti che non ha mai accantonato il ruolo della realtà nelle proprie mise en scène. Lo ha dimostrato sei mesi a Parigi con ‘Fireflies’ e lo ha ribadito attraverso i significati della nuova collezione Valentino autunno/inverno 2026-27, intitolata ”Interferenze’. “C’è sempre l’interferenza, il mio lavoro è un’interferenza. Io sono l’interferenza. Le interferenze sono la moda che vive di futuri che non si coagulano, è un po’ come questo posto che ho scelto, con due scale meravigliose, tutto è perfetto, fuori c’è una struttura austera favolosa, tardo-manierista, mentre dentro il soffitto esplode”. È proprio in questa contrapposizione tra ordine e disordine che la moda può rispecchiare la realtà, almeno quella di Michele.

Il solido impianto strutturale del Palazzo barocco si scontra con l’affresco nel salone centrale, ‘Trionfo della Divina Provvidenza’ di Pietro da Cortona, che rompe il rigore geometrico. “Si genera così un attrito strutturale: da un lato la stabilità architettonica, erede di un pensiero gerarchico; dall’altro l’illusione pittorica che rompe i confini e trasforma il soffitto in evento”, ha spiegato Michele in una lettera. C’è confronto anche tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, chiamati a intervenire nello stesso palazzo, portatori di due concezioni radicalmente diverse dello spazio. Mentre la scala di Bernini afferma una geometria leggibile, gerarchica, orientata, quella di Borromini non accompagna il corpo ma lo espone a una perdita di orientamento, lo destabilizza. “La forma dell’abito è il risultato di una negoziazione continua tra struttura e movimento, tra gravità e levitazione, tra controllo e apertura”, ha ribadito Michele.

Non mancano i riferimenti presenti anche nella collezione ‘Le méta-théâtre des intimités’ di un anno fa: “L’analogia nasce dal riconoscimento di una struttura polare in cui apollineo e dionisiaco non si oppongono, ma operano come principi simultanei che animano dall’interno entrambi i linguaggi. È per questo motivo che Palazzo Barberini non è un semplice fondale. Piuttosto si offre come un dispositivo di riattivazione critica”.

Sulla voce di Sinead O’Connor la passerella è stata attraversata da ipnotici look color blocking (i migliori della collezione) e indumenti plissé con cinture a contrasto; piume, balze e pizzi accostati a long coat lineari. Un tripudio di applicazioni e ricami – trademark di Michele –, affiancati a tessuti finestrati. Outfit iper girlish e abiti dark illuminati da maniche a contrasto. Il menswear, molto riuscito, rifugge l’abbandono dell’oversize promosso da altri brand e ribadisce la sartorialità in volumi extra large. Preziose camicie con plastron o perline ricamate indossate con pantaloni dalle maxi pences, cappotti avvolgenti e sneakers. Le calzature e le borse ritrovano le borchie, segno distintivo della maison. Notevoli le maxi tote maschili in pelle martellata alternate a nuove declinazioni dei modelli ‘DeVain’ e ‘Panthea’, spesso in pellami a contrasto e ricami artigianali. Accessori must have: marsupi in pelle legati al contrario, mega-mascherine prodotte da Kering Eyewear e gioielli bold. Chiude il défilé un abito rosso Valentino: “Mi piace l’idea dell’abito rosso, mi ricorda i corporati, i togati. È un segno che qui fa venire i brividi. Il rosso è molto difficile da maneggiare, complesso, è più di un abito, è un’invenzione”, ha concluso Michele.

Ad applaudirlo il CEO di Kering Luca de Meo e Giancarlo Giammetti, circondati da una folla di celebrity arrivata di corsa mentre un nubifragio si abbatteva sulla Capitale: da Hollywood Gwyneth Paltrow e Colman Domingo, le top model Mariacarla Boscono e Bianca Balti, la star di ‘Emily in Paris’ Philippine Leroy-Beaulieu, la popstar Tyla e l’idolo della Z Generation Charles Melton. In prima fila anche tante star italiane: Pierfrancesco Favino, Alessandro Borghi, Lorenzo Zurzolo, Matilda De Angelis e Ghali, solo per citarne alcuni. Lily Allen si è esibita all’after party organizzato nel Casino dell’Aurora nella maestosa Villa Ludovisi Boncompagni, custode dell’unico affresco a olio di Caravaggio, ammirato e fotografato da tutti gli invitati.

Per riassumere al meglio lo spirito della serata basta in realtà aprire l’invito, già protagonista di numerosi unboxing via social: un bottone smaltato effetto marmo apuano, replica di quelli scolpiti da Bernini nel busto del 1627 raffigurante il Cardinale Pietro Valier. Il singolare oggetto è inserito in una piccola scatola in cui è stampata a caratteri dorati la massima latina ‘Quod est perenne gaudium, requirere’, ‘Cerca ciò che dà la gioia eterna’. L’eternità è una condizione temporale a dir poco rara, ancor più nella moda. Tra sei mesi Michele proporrà nuove interferenze ma la gioia di assistere a una sfilata nel grande salone di Palazzo Barberini non svanirà velocemente.

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Redazione Redazione Eventi e News