Migranti, Frontex: dimezzati gli arrivi irregolari in UE a gennaio e febbraio, ma sono 660 le vittime in mare

Mar 13, 2026 - 07:00
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Migranti, Frontex: dimezzati gli arrivi irregolari in UE a gennaio e febbraio, ma sono 660 le vittime in mare

Bruxelles – Una riduzione del 52 per cento degli attraversamenti irregolari delle frontiere, ma un bilancio di vittime che continua a salire vertiginosamente: il maltempo che ha flagellato le principali rotte migratorie verso l’Unione Europea nei primi due mesi del 2026 ha frenato le partenze, ma non ha fermato la tragedia in mare.

I nuovi dati pubblicati oggi (12 marzo) da Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, tracciano un quadro ambivalente: se da un lato i rilevamenti totali sono scesi a circa 12 mila ingressi irregolari (meno della metà rispetto allo stesso periodo del 2025), dall’altro il costo in termini di vite umane è diventato insostenibile. Frontex ribadisce quanto già evidenziato a gennaio, e cioè che le “condizioni meteorologiche avverse” sono state il principale fattore di questa tendenza al ribasso. Allo stesso tempo, però, il costo umano è impietoso: secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), nel solo primo bimestre dell’anno, quasi 660 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo. “Molte di queste tragedie sono avvenute a causa delle avverse condizioni meteorologiche. Le reti criminali di trafficanti sono ben consapevoli dei rischi. Mandano comunque persone disperate su imbarcazioni inadatte alla navigazione, perché c’è da guadagnare”, ha scritto l’Agenzia di frontiera. Ma iniziano a bussare i timori di conseguenze sui confini UE della guerra di USA ed Israele all’Iran: “Nel frattempo, l’aggravarsi della situazione in Medio Oriente rischia di alimentare gli sfollamenti nella regione nei prossimi mesi. Finora, ciò non ha avuto effetti significativi sulla situazione migratoria alle frontiere esterne dell’UE. Frontex continua a monitorare attentamente gli sviluppi”, ha precisato Frontex.

Analizzando le singole rotte, la rotta dell’Africa occidentale ha registrato 1.215 arrivi e si tratta del calo più drastico riscontrato, con un crollo degli avvistamenti dell’83 per cento rispetto all’inizio del 2025. Quella del Mediterraneo centrale resta la via più battuta, rappresentando quasi il 30 per cento di tutti gli ingressi irregolari nell’UE, con 3.395 attraversamenti. Invece, la rotta del Mediterraneo occidentale ha contato 2.172 arrivi, pari al -9 per cento sul periodo gennaio-febbraio 2025, mentre la rotta del Mediterraneo orientale ha avuto 3.297 arrivi, segnando il -50 per cento rispetto all’anno precedente. Infine, i tentativi di attraversamento attraverso il Canale della Manica sono diminuiti del 12 per cento, attestandosi a quasi 3.900, quelli al confine terrestre orientale (con i Paesi Baltici) dell’80 per cento (196 attraversamenti) e quelli nei Balcani occidentali del 38 per cento (908 attraversamenti). Per quanto riguarda le nazionalità dei migranti, i flussi più consistenti continuano a provenire da Afghanistan, Bangladesh e Algeria.

A gennaio, il direttore esecutivo di Frontex, Hans Leijtens, commentando i dati sul calo degli arrivi dalla rotta del Mediterraneo occidentale nel solo primo mese del 2026, aveva sottolineato che “la diminuzione dimostra che la cooperazione può dare risultati” e che “essere preparati significa ufficiali in servizio, risorse pronte e una stretta collaborazione con le autorità nazionali e i partner extra-UE”. In questo contesto, il trend del primo bimestre del 2026 è in continuità con quanto registrato nel 2025 e nel primo mese dell’anno nuovo. In un comunicato del 3 marzo, l’Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo (EUAA) ha segnalato un calo del 19 per cento nelle domande di asilo e negli ingressi rispetto al 2024. L’istituzione ha tuttavia precisato che tale diminuzione non riflette una maggiore stabilità nelle aree di origine, ma è dovuta principalmente al crollo delle richieste da parte dei cittadini siriani — una delle tre nazionalità con il più alto numero di richieste — a seguito della caduta del regime di Bashar al-Assad e della conseguente riduzione della presa in carico delle domande da parte degli Stati membri dell’UE. L’Agenzia ha, inoltre, evidenziato come la fragilità strutturale a livello globale sia in crescita, complice anche una contrazione del 30 per cento dei finanziamenti umanitari internazionali.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia