Aeffe, patrimonio netto diminuito di oltre un terzo del capitale

Mar 11, 2026 - 13:00
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Aeffe, patrimonio netto diminuito di oltre un terzo del capitale
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Aeffe ha convocato per il primo aprile l’assemblea straordinaria. All’ordine del giorno l’esame della situazione economico-patrimoniale della società dalla quale emerge che il patrimonio netto della società risulta diminuito di oltre un terzo del capitale sociale. Si tratta del”ultimo capitolo di una crisi che si è aggravata progressivamente nel corso degli ultimi due anni, travolgendo uno dei gruppi più rappresentativi del prêt-à-porter italiano. Solo ieri era stata diramata la comunicazione che il Cda aveva deciso di avvalersi della facoltèà concessa dall’articolo 2364 comma 2 del codice civile per la convocazione dell’assemblea per l’approvazione del bilancio d’esercizio e consolidato al 31 dicembre 2025 entro il maggior termine di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

Il Consiglio, si leggeva in una nota, “ritiene che la dilazione sia giustificata in considerazione della procedura di Composizione Negoziata della Crisi attualmente in corso, che coinvolge anche la controllata Pollini”. Il calendario finanziario era quindi stato modificato con il Cda per approvazione della bozza di bilancio civilistico e consolidato al 31 dicembre 2025 fissato per il 27 maggio e l’assemblea annuale degli azionisti per il 29 giugno.

Il bilancio semestrale 2025 registra ricavi per circa 100 milioni di euro, con un calo del 27,8% rispetto al 2024, che già si era chiuso con una contrazione del 21%. La perdita netta del primo semestre 2025 si attesta a 28,5 milioni di euro, a fronte di un indebitamento netto di 170,8 milioni.

Di fronte a questi dati, a ottobre 2025 Aeffe e la controllata Pollini hanno avviato la procedura di Composizione Negoziata della Crisi (CNC). Il 28 novembre il Tribunale di Bologna ha confermato le misure protettive nei confronti di tutti i creditori per il termine massimo di 120 giorni, con scadenza al 6 febbraio 2026. A febbraio la giudice Antonella Rimondini ha quindi disposto la proroga delle misure protettive e cautelari per ulteriori 120 giorni, fino al 6 giugno 2026.

Sul versante del lavoro, la situazione è molto critica. A ottobre 2025 l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo che interessa 221 lavoratori su un totale di 540, con un impatto tra le sedi di Milano e San Giovanni in Marignano (Rimini). La procedura si è chiusa il 12 gennaio 2026 con un mancato accordo tra le parti, e sono quindi partite le lettere di licenziamento.  A quel punto è entrato in campo il Governo. Il 21 gennaio al Mimit si è tenuto il primo tavolo di crisi, durante il quale il ministro Adolfo Urso ha ribadito la necessità che l’azienda presenti un piano di rilancio solido, anche attraverso il rafforzamento della compagine societaria.
Al tavolo del Mimit di inizio marzo, Aeffe ha comunicato di aver ricevuto “varie manifestazioni di interesse non vincolanti da parte di soggetti qualificati, sia nazionali sia internazionali”, con priorità accordata a chi intende mantenere l’intero sito produttivo.  L’obiettivo sarebbe individuare un acquirente o partner entro la fine di maggio.

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Redazione Redazione Eventi e News