AI e cinema: la presidente di Cannes ha le idee chiare, ma ha anche ragione?
Dove c'è creatività, c'è un dibattito sul contributo (ingerenza?) dell'intelligenza artificiale. Vale inevitabilmente anche per il mondo del cinema, non esente da questa evoluzione/involuzione che mette nelle mani degli addetti ai lavori nuovi strumenti in grado di tagliare i tempi e di ridurre i costi, ma a quale prezzo?
L'AI E IL CINEMA: CANNES PRENDE POSIZIONE
È molto chiara la posizione assunta da Iris Knobloch, presidente del Festival di Cannes, che tratta l'argomento partendo da un dato di fatto: l'intelligenza artificiale è già entrata negli studi di produzione, nelle sale di montaggio e nel processo creativo
. Indietro non si torna, provarci sarebbe anacronistico e per certi versi un passo falso. Lasciare però che siano gli algoritmi, i modelli AI e i big di questa nuova industria a dettare le regole della settima arte rappresenterebbe un errore ancora più grave.
Non chiudiamo un occhio, ma ci rifiutiamo di lasciarle dettare le regole del cinema.
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