Il kidswear catalano di Boboli in flessione del 10% nel full year
Boboli chiude in flessione del 10% il turnover 2025. Il player spagnolo specializzato in abbigliamento per bambini ha registrato un fatturato di 35 milioni di euro, e per il 2026 la stima è di contenere il calo e limitarlo al 2-3%, con l’obiettivo di tornare a crescere nei prossimi esercizi, riporta Fashion Network. Il brand di Barcellona è presente in oltre 60 Paesi, la distribuzione è prevalentemente wholesale ma punta ora anche sul retail e sull’e-commerce per compensare la tendenza discendente degli store multimarca.
“Viviamo un momento della moda ricco di sfide: stanno cambiando le abitudini di consumo, sono arrivate catene low cost e c’è molta più concorrenza sul prezzo; inoltre, il calo della natalità ci influenza molto come marchio di abbigliamento per bambini”, spiega la CEO Mónica Algás in occasione dei 45 anni del marchio catalano.
Il 50% del giro d’affari deriva dal mercato oltre confine; tra i primi cinque mercati internazionali ci sono Italia, Portogallo, Grecia, Colombia e Messico, in questi ultimi due Paesi conta due filiali. “Abbiamo anche retail diretto in Spagna, dove contiamo circa 25 negozi e 50 corner da El Corte Inglés. Abbiamo esperienza su tutti i canali, perché l’e-commerce è attivo in praticamente tutta Europa e lavoriamo con marketplace come quello di El Corte Inglés o La Redoute“. Il segmento wholesale copre tra il 55% e il 60% del suo business, il retail pesa per il 25%, incluso un 10% proveniente da El Corte Inglés, e l’e-commerce per circa il 10 per cento.
“Abbiamo un nuovo distributore in America Centrale e, sebbene puntiamo a consolidare i mercati europei in cui operiamo, come l’Italia, riteniamo che il nostro futuro sia in Paesi come il Messico, dove vediamo più opportunità, più bambini, più retail, più voglia di comprare”, spiega Algás.
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