L’Europa condanna Netanyahu: “Attacchi in Libano ingiustificati”
Bruxelles – Unione Europea e Stati membri uniti contro Israele. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, riesce nell’impresa di alienarsi le simpatie del Vecchio Continente e isolarsi ancora di più dopo gli attacchi sferrati in Libano dopo la tregua raggiunta tra Stati Uniti e Iran, rimessa immediatamente in discussione da una lotta a Hezbollah che i partner tradizionali non sostengono più. In questo momento conta più la tregua e la riapertura dello stretto di Hormuz. Tra i primi a chiarirlo l’Italia, con una nota del governo che condanna l’operato di Netanyahu: “La decisione di Hezbollah di trascinare la Nazione in questo conflitto è stata irresponsabile ma i continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente“.
La posizione del governo Meloni viene ribadita dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Condanniamo i bombardamenti sulla popolazione civile libanese”, le parole del titolare della Farnesina, che giudica “ingiustificabili e inaccettabili” i raid di Israele. Analoghi i toni del presidente francese, Emmanuel Macron: “Condanniamo i bombardamenti aerei nei termini più forti possibile”, reagisce preoccupato per la portata delle operazioni militari. Gli attacchi “pongono una minaccia diretta alla sostenibilità del cessate il fuoco raggiunto”. Toni che suonano da accusa diretta al governo di Tel Aviv, contro cui si scaglia il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez: “L’Unione europea deve sospendere il suo accordo di associazione con Israele” e procedere contro lo stesso Netanyahu, se necessario, poiché “non deve esserci impunità di fronte a questi atti criminali”.
L’ultima a reagire, in ordine temporale, è l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, a riprova delle titubanze della Commissione europea quando si tratta di prendere posizione contro Israele. La linea di Kallas rispecchia quella dell’Italia: “Hezbollah ha trascinato il Libano in guerra – scandisce l’Alta rappresentante – ma il diritto di Israele all’autodifesa non giustifica questa distruzione“. Quindi, per essere chiara, precisa che, a detta dell’esecutivo comunitario, è “difficile sostenere che azioni così pesantemente repressive rientrino nella legittima difesa”.
Dal Parlamento arrivano le accuse della delegazione del Movimento 5 Stelle: “La strage dell’esercito israeliano in Libano nasce nel chiaro tentativo di sabotare i timidi spiragli di pace che si erano aperti nel Medio Oriente e nel Golfo con il cessate il fuoco fra Iran e Stati Uniti”, denunciano i pentastellati in una nota .
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