Non solo Aeffe: l’80% delle aziende di moda di Rimini è a rischio
Non solo Aeffe. La crisi del gruppo a cui fanno capo Alberta Ferretti e Moschino è solo la punta dell’iceberg di un tracollo strutturale dell’intero distretto moda della provincia di Rimini. A fotografarla è Daniele Baiesi della Filctem Cgil di Rimini, che al Resto del Carlino ha tracciato un bilancio impietoso: “Solo nel 2025 abbiamo perso 250 lavoratori del comparto moda in tutto il territorio provinciale. E l’80% delle aziende tessili riminesi si trova nella stessa situazione di Aeffe.”
Un’emorragia occupazionale che non accenna a fermarsi, resa ancora più grave dall’esaurimento degli ammortizzatori sociali. “Abbiamo tante aziende dove la cassa integrazione è terminata – avverte Baiesi – e ci sono realtà con un centinaio di occupati, in concordato, che potrebbero cessare l’attività entro un anno”.
I dati di chiusura d’anno della Camera di Commercio della Romagna, pubblicati a fine marzo 2026, consegnano un quadro senza margini di ottimismo per il comparto. Nella media annuale del 2025, abbigliamento e accessori segnano una contrazione della produzione del 10,2%, secondo peggior risultato dell’intero manifatturiero riminese dopo i macchinari (–12,8 per cento). Un dato che va letto in continuità con quanto accaduto nei trimestri precedenti con un –19,4% nel primo trimestre dello scorso anno.
Un segnale parzialmente positivo arriva dalla cassa integrazione: nei primi nove mesi del 2025 le ore autorizzate di Cig sono calate del 26,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con una riduzione particolarmente marcata della componente straordinaria (–41,6%). Un dato che, però, va interpretato con cautela: il miglioramento riguarda esclusivamente il settore meccanico, mentre il comparto moda e tessile continua a segnare aumenti massicci di ricorso agli ammortizzatori sociali, confermando la crisi strutturale del distretto.
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